Come perla nata dalla ferita d'una conchiglia
Nicolina Macari
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Tutto scorre
davanti ai miei occhi
diapositive beffeggiano il silenzio
quell'omertà
che io tanto attendo
La rivedo compagna Luna
sbircia tra le pieghe delle tende
m'incolla addosso
la sua pupilla d'ammaliante splendore
Non trattengo una lacrima
è scesa da un frammento del passato
il cuore batte dolore
e di tempesta ne trascina il palpito
Non voglio
che barcolli il mio passo
non voglio che ieri mi neghi domani
voglio tanta forza
quella che sa di sopravvivenza
Che profumi di vento - che carezza il grano
e da ardire ad una farfalla di volare
Che raccolga cocci di ricordi travagliati
per rifiorire di un aurora che s'arrosa
Quella che sia passeggera assenza
ma d'eterna presenza
lucente come perla
nata dalla ferita d'una conchiglia
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Commenti (1)
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Bruno Leopardi20 aprile 2012
Incancellabile ricordo di un passato che lascia una ferita. Ma anche il bisogno di un domani che si vuole vivere, aldilà di questo passato. E che se ci si mette con il cuore, succede. Anche se la ferita resterà li. La conclusione alla quale ci fa giungere l'autrice, mi sembra proprio questa. molto bella e condivisa.

