E il cielo va a puttane
Lena Orfeo
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Tra polvere d'un campo,
dentro scarpini colorati
a pochi anni
a discutere sul genio,
tra farsi bene e farsi male
e ritrovarsi già più grandi
imbellettati di potere.
Strapazzando parole
come prostitute
dopo l'ennesima notte codarda
passata su un letto qualunque
a leccarsi piacere e ferite.
Dimenticando che un uomo
è pur sempre un uomo e che,
nell'accartocciargli la lingua o l'anima
si rischia presto o tardi di morire.
Ma morti si nasce
se l'unica certezza è ridere
e chi sovrasta non sa delle labbra,
di bocche aperte sui denti,
di occhi che mangiano amore dagli occhi
e pane di padri tramutato in frutto.
L'unico sorriso degno
è come un bambino innocente,
innocuo colpo d'allegria
sparato a salve sull'intero giorno.
E una riserva di speranze
lanciate sul futuro a mò di stelle
è quel che ci serve...
Ma se un futuro ci resta!
Che dalle mani di chi ha già preso tanto
pende la disdetta
mentre molti non capiscono
e, accusando colpi senza accorgersi dei danni,
innescano l'irreversibile catena.
Che se il mondo non cambia
il cielo va puttane
ed io che non so andarci
pagherò caro il mio domani.
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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Sara Acireale20 aprile 2012
Stupenda la chiusa "Se il mondo non cambia il cielo va a puttane e io che non so andarci pagherò caro il mio domani". Sento un'immensa voglia di cambiamento in questi versi, un bisogno di rinascita, di rinnovamento... La verità è che in questa società in cui si sono perduti i valori e vige la legge della giungla se non avviene una trasformazione tutto andrà a rotoli e ci ritroveremo in un mondo che farà paura... Versi intensi, molto sentiti... Segnalo per la lettura

