Respiri

Si sfiorano le dita
come per farsi coraggio,
si attirano le labbra
che bramano l'assaggio,
sprofonda il resto del mondo
oltre gli sguardi arditi,
si libera la pelle
di tutti i suoi vari strati.
Respiro il tuo caldo alito
che mi sibila sul collo
e scorrendo come torrente
trascina il sangue in fiamme,
rotola sulle punte
che si fan turgide all'appello
poi ricade formando cascata
e sul ventre si disperde.
Infido, risale ancora
come se avesse perso qualcosa
ripercorrendo il sentiero
inumidito dalla lingua
cerca il punto che il culmine sfiora
e la carne si fa rosa
assorbendone tutto il calore
prima che il brivido lo estingua.
Indicano, i dolci gemiti,
là, dove conviene sostare
mentre sussulti e spasimi
servono a richiamare
vagano senza pudore
le ormai audaci dita
e scrivono dentro il cuore
dell'amplesso la morte e la vita.
Stringono in pugno una stella
quando "l'ancora" più forte grida
immerse in placida apnea
nel sublime spossamento,
si aprono poi a corolla
sopra il foro della clessidra
per trattenere la sabbia
e prolungare l'intenso momento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!