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Introspezione 19 aprile 2012 · lettura 1 min · 2603 letture

Inferi Opali

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Son feroci i sibili di questo freddo vento e spellate, incrinate dal gelo giungon ormai le voci miti. Le trovo rannicchiate su bordi malsani, assorte e alluvionate che nel rimediar di scuro, ammaliano in veloci e vani torpori, - gettiti caldi trapuntati di schiume - in significative astrazioni d'inferi opali Ed ora, che le sento così remote così deboli, così sole e sorelle vorrei saltare indietro per genuflettere lo spazio, spazientire il tempo seminando tempesta e riedificare - con un balzo solo - il loro futuro
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (21)

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Stefano Drakul Canepa19 aprile 2012

mi piace il tuo maneggiar parole quasi fossero colori per cercare nuove sfumature alle cose...

S
Sadness19 aprile 2012

Una chiusa che mi ha davvero dato una scossa con quel "vorrei"; è una riflessione su quello che sta intorno, sul lato oscuro del mondo; voci lontane e sole, un'amara considerazione che si annoda ad un desiderio forse irrealizzabile ... così son riuscita a leggerla, così mi è piaciuta tanto ...

Patrizia Ensoli19 aprile 2012

Una poesia che mette i brividi probabile abbia compreso (o no) il significato arriva il dolore, la sensazione d'impotenza ogni strofa incide e scuote Bellissima e straziante la chiusa...

C

per quanto si faccia non è possibile cambiare il passato, ciò che è stato e stato, ma la sofferenza ed un pizzico di rimorso resta sempre, complimenti notevole

alessio carlini19 aprile 2012

surreale e impressionante, al tempo stesso incisiva, come lo sono le dichiarazioni interiori che agitano il magma dell'anima... vulcanico stile che mai diviene scontato e ripetitivo, ma sempre più magnifico

Grazia Denaro19 aprile 2012

Una lirica ermetica, ma da ciò che ho potuto evincere Un mondo di esseri prevaricatori che con ipocrisia hanno sottoposto migliaia di persone all'indigenza e alla povertà, bella la chiusa in cui traspare con un moto di ribellione che vorrebbe tanto che la situazione cambiasse. Ottima stesura, apprezzata!

Eirene19 aprile 2012

ci si perde tra le inquietudini del nostro animo della nostra mente, s'odono voci lontane che ci annichiliscono rendendoci inermi quasi assiderati all'umano calore e le teniamo rilegate in un cantuccio nel tentativo di guardare oltre e di ricostruirci nuovamente... mia interpretazione di questo testo...

Andrea D’Alfonso19 aprile 2012

Talento e misterioso senso si mescola all'essenza di questo poetico parlare, rasentando voli sconosciuti su bordi di esitenza che solo occhi e anima così ispirati riescono ad evocare, immagini e scenari di profondi abissi su panorami inesplorati che inducono al viaggio... POETA che scopro e riscopro come se fosse la prima volta di fronte al sole ed è anche una fonte viva di ispirazione, per me... IMMENSO!

Clara Gismondi19 aprile 2012

Rivedere le cose come fosse la prima volta...è come far rinascere in loro una nuova speranza... come dar una seconda vita... Così con la propria e l'altrui vita... In spazio e tempo che si sottomettono alla nostra idea di creato. Bellissima, la trovo proprio stupenda!

r
rstorace19 aprile 2012

soffia un vento gelido, tagliente per le anime candide, per i miti, i puri di cuore che giacciono ai margini della società con la disgrazia nel cuore, l'autore come un angelo vendicatore vorrebbe radere tutto al suolo e ricostruire su basi pulite, nuove, una società più giusta dove anche chi non ama sopraffare gli altri, possa avere un futuro dignitoso e migliore... animo nobile e vibrante di passione convogliata in buoni propositi, sarebbe bello riuscirci!!!

Rita Stanzione19 aprile 2012

Sempre ispiratissimo, in questa poesia l'autore fa sentire il freddo più difficile da contrastare, quello che s'insinua negli spazi interiori. Tutti i passaggi sono molto intensi, la chiusa eccezionele.

P
Paolo Morganti19 aprile 2012

Gnostico credo Cristiano non lo so di sicuro un grande poeta si spinge nell'io alla ricerca della verità, alle domande sulla condizione di vita ci sono risposte taglienti perché irrisolti i problemi di un socialismo universale dettato dal. Cristianesimo testano solo grandi feudi dove signorotti e tiranni ancora prepOntentemente esercitano impuniti.

B
Barba20 aprile 2012

Vi trovo tanta maledetta nostalgia per quel vento che se prima era sui capelli il sale della vita, ora porta via i giorni e consuma il nostro tempo; e questa voglia di " riedificare - con un balzo solo- il loro futuro" è struggente. Sentire questa malinconia di voci e richiami dell'anima. Senz'altro molto bella Redent!

Fiammetta Campione20 aprile 2012

Bellissima lirica che affronta il freddo e la desolazione interiori, col desiderio di una svolta, di un cambiamento radicale ed una forza impressa nei versi che scuote. La chiusa è una speranza di luce.

Ercole De Angelis20 aprile 2012

"Parole solo parole...". Bellissima, una tremenda forza evocativa, quasi devastante; più scopro la poesia più mi emoziona. Dovrebbe essere uno strumento obbligatorio di psicoanalisi. Complimenti, visto che di parole si tratta... ne resto senza!

carla composto20 aprile 2012

grande introspezione, versi forti, profondi che portano a riflessione... il tempo inesorabile non ci dà modo di rivedere, rimediare... l'impotenza ci rende deboli... la chiusa stupenda condita con un filo di malinconia grande poeta!!!!

Annamaria Barone20 aprile 2012

voci... chissà di chi sono quelle voci, se sono di bambini maltrattati o di poeti inascoltati, di profeti eremiti o di donne violate, se sono voci di speranza o solo urla di pianti, se gridano verità o giustizia o solo cantano la vita. Quelle voci che scivolano via, quasi fossero sabbia fra le dita o una cascata fermata con le mani o cerca che cola negli anfratti di una botola... so che la voce dell'autore canta poesia, ed è passione ascoltarla

M
Moreno Tonioni20 aprile 2012

Passionalità... ecco cosa leggo in questi versi del Lomanno. Una passionalità accesa che sgorga impetuosa dalle mura di cemento costruite attorno a una mai amata indifferenza. Costruire, lenire guidando il dolore verso lidi di compassata quiescenza... questo è l'intento dell'attore qui descritto con grande eleganza da importanti versi lirici. L'autore seguita a dimostrare la sua grande crescita grazie all'acquisizione di una migliore tecnica oltre che a una rara abilità nell'intarsio di spettacolari versi

Laura Maira20 aprile 2012

Emozione, dolore ed eleganza in grande stile, ermetico e geniale. Inimitabile

DonnaFPgreeneyed20 aprile 2012

Lo stile Red affascina e intriga l'immaginazione. L'Autore attento osservatore dell' entourage, con eleganza e grande sensibilità ne coglie le voci e le sfumature d'anima. Dalle originali metafore mi par d'intuire, forse sbagliando, che col senno del poi...(come si suol dire) pensieri ed azioni passate avrebbero sortito armonie diverse. Per questo aleggia una sfumatura di rimpianto, forse. Ammiro la profondità d'introspezione e capacità d'espressione dell'esimio Poeta che stimo.

Angela Fragiacomo23 aprile 2012

Quelle voci in inferi opali, forse, avevano il loro perché...e potendo riedificarle cn un balzo indietro nel tempo, seminando tempesta ove necessario, l'oggi avrebbe il senso d'una rivoluzione compiuta... Ci leggo il rimpianto d'aver lasciato a metà l'opera, proprio quando si "voleva spaccare il mondo" Introspezione che mi comprende e riporta ad altre memorie, lirica sempre ben articolata e ritmata, si lascia leggere con estremo gusto ed intensità, apprezzata moltissimo