Calvario d'amore

Piangono occhi stupiti,
in grembo alla notte,
dea dell’ultima quiete.
Per tutto il giorno,
col puntale chiodato
del mio aratro,
ho strappato le radici,
le piu’ profonde,
le piu’ tenaci,
dal campo di sabbia
che mi nutre,
che mi diletta,
che mi distrugge.
Or piange, quest’anima
senza quiete e senza Dio,
bramando
il suo calvario d’amore:
ma non si redime!
©
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