Era settembre
Scolora il giorno
dentro il paonazzo tramonto.
Echi di luce,
strisce di colore.
I grilli
stonano alla notte
canzoni,
spande il tiglio
profumo,
come stelle
lucciole tra le siepi
e nell'erba.
Alla mente altri odori,
sensazioni
nella nebbia del tempo
confuse.
Guardavo luna
da un quadrato di legno tagliata.
Notti sul finire
d'estate.
Un ruscello
nell'ombra nascosto
cantava sommesso.
Emozioni che non sapevo
nel buio volavano.
Aggrappata
a desideri sconosciuti,
cavalcavo spavalda l'unicorno.
Poi silenziosa
tornavo al mio letto fanciullo
e d'amore sognavo
e di fate e farfalle.
Il sole di settembre
intiepidiva,
e un paesello,
malato di provincia,
era castello ai miei occhi.
Io principessa
in attesa restavo
d'uno scalpitio di zoccoli bianchi,
d'un azzurro mantello.
Sfumato ora il giorno,
spenta ogni lucciola
come nel cielo
stelle assopite.
Le mani mie
ora vuote colme di vite
sognate.
E in un sussurro,
dentro un sospiro
anche questa notte muore.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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