Per un futuro di pace

Pace sia tra noi,
dopo aspra e cruda pugna,
si taccia l’orgoglio degli eroi,
ché la vendetta lor ripugna.
Non gridiam ognuno il suo peana,
ché la vittoria assorda
come la campana.
Sconfitti, in mezzo alla bufera,
porgiamoci la mano,
che non sia piu’ bianca o gialla o nera.
Fa' che il nostro lauro
sia il sacro ulivo,
volteggi su nel cielo
la mite colomba,
il tuono del cannone
piu’ non rimbomba,
piu’ non sarà
il fungo radioattivo.
©
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