Mare
Non sembri nemmeno più tu...
Quello che si rigonfiava
sospinto dal forte vento
tra le bave spumose e le alghe.
Non sembri nemmeno più tu,
quello che si schiantava
con riflessi grigio e argento
sopra le spiagge assolate e bianche.
Non sembri nemmeno più tu...
Quello che si innalzava
e sfiorava le virgole dei gabbiani,
quello che la scogliera graffiava
con le unghie delle sue mille mani...
Quello che l'orizzonte deformava
e ruttava più dei tuoni
e urlava... urlava... urlava...
Adesso lambisci i miei piedi,
li sfiori con lingua quasi impaurita,
poi lacrimi tra le mie pieghe
come se non osassi fare di più
Ti sciogli tra le mie mani
e avvolgi il mio corpo come la seta...
palpeggi e riprendi le fuge...
Ma cosi non mi sembri nemmeno più tu
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Commenti (1)
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Francesco Rossi24 aprile 2012
Composizione poetica di alta qualità in cui l'autrice poeta il mare e la sua forza della quale l'autrice ne sembra attratta in simbiosi forse con il suo carattere. Questa forza del mare che sprigiona energia è simile alla forza con la quale i versi arrivano al lettore in un crescendo per poi armoniosamente perdersi tra le pieghe del corpo.
