La notte
Marcello Comitini
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La notte lacerata dai bagliori dei fanali
alta sulla città con il mio stesso passo
vicino a ogni lampione zoppica silenziosa,
tenta di scaldare alla luce dei fari
le sue mani umide e il suo viso di pianto.
Con il cuore ferito dal gelo dei fanali
scioglie nella luce il suo splendore oscuro.
Io non posso lasciare che se ne vada sola
cacciata lungo i viali dal brusio dei lampioni.
Sotto lo sguardo terreo delle finestre spente
insieme abbandoniamo la città deserta.
Stendiamo i nostri corpi come due coperte
sopra campi soffici arati e profumati.
Sotto un cielo chiaro di nuvole bianche
io verso nei bicchieri il vino dei ricordi
lei chiama le sue stelle e la bella luna.
Cantiamo forte in coro come gli ubriachi.
Forse penso la vita è questo incanto strano
di una notte ebra che sogna l'infinito.
©
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L'autore
Marcello Comitini
Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’
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