In che stagione siamo
Marcello Comitini
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Il fantasma della pioggia vela l’orizzonte
e un vento caldo che stordisce
lo trasporta innanzi ai nostri occhi.
Ci vola incontro come sciame d’api
nella trama fitta delle lacrime
che ci rigano le guance.
Ci guardiamo intorno. Scopriamo d’ogni cosa
l’afa soffocante e il grigio
e quella grande quiete morbida
che sale dalla terra gonfia d’erba.
E su nell'infinito grigio delle nuvole
squarci di luce come bagliori incerti
d’una città sommersa dalle acque.
Inutilmente ci chiediamo
con le mani al viso in che stagione siamo.
La sentiamo in fondo al cuore
la stagione dei morti
la stagione dei cadaveri scoperti
dalla pietà dei vivi sotto enormi pietre bianche
e il pallido lucore di lumini indifferenti e inerti.
La stagione in cui guardiamo al mondo
nell'afrore umido del vento
come se non ci appartenesse,
come se non avessimo
altre stagioni che ci attendono.
©
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L'autore
Marcello Comitini
Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’
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