Autobiografia

M’assalì troppo presto
la vita con le sue pene
nell’età dell’innocenza,
quando è impossibile prescindere
dall’affetto di chi t’ha voluto e creato.
Troppo presto ho perduto
il gusto del sorriso,
per accompagnarmi col pianto
sommesso e disperato.
Tutto mi è stato negato
col diligente asservimento
a regole scritte senza amore,
dall’accerchiamento di persone
di labile spessore.
Ho rifiutato presto
di sentir vuote parole,
al punto di smettere anch’io di parlare.
Ed è da queste lacrime amare,
che risorgo per questa sfida,
infrangendo i miei “muri di cristallo”,
nella mia fragilità d’arbusto di corallo,
in questo mare che chiamiamo vita.
©
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