Il giorno appeso

Entro una lacrima, lo specchio,
immobile, la fuga
riparo effimero, l'ombrello sopra il cuore
grandine, le macchie senza colpa,
roventi, le pupille,
nel palmo
l'universo
nella cuna delle mani il canto della vita
sgocciando, dalle ciglia
risale
lungo il tempo
filtrando dalle dita
inafferrabile grandezza
il vento ne rapisce in vortici di pioggia
al di sopra del pensiero
decanta
purificando gocce di dolore
in rivoli di fonte
colati dalle stelle
tra zolle aride d'amore
dove il mondo, il tuo, che ti tradisce
sfinito ed infinito
ti respira
e, corolle imbavagliate
in ogni dove
nel manto del destino
che simula la soglia del presente
che attanaglia,
occhi di seta
assorti ai passi indotti nel cammino
senza lacci
in cui riflette il giorno appeso a un filo di speranza,
anche domani
se vorrai
avrai le guance rosa
e un altro sogno
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Francesco Rossi28 aprile 2012
L'autrice sa cogliere le consonanze e le dissonanze con quanto la circonda. Il ritmo non è solo coloristico. Profonde meditazioni sull'esistere si incastonano e si armonizzano aprendo squarci di luce nella dimensione interiore.

