Storia Senza Senso

Lo rivivo senza indugio,
è agghiacciante la costanza,
cantilena silenziosa d'un evento salmodiato.
Le voci ruotano,
gradevoli incanti e spietati brividi,
ed è altalena,
forza, esplodi coraggio,
a voltarmi per scrutar la faccia dell'arto che spinge.
Ascolto suoni d'estasi
e sanguinolenti sono gli incrementi del baccano,
confusione incontrollata di processi ignoti
a questo labile
mendicante del sentimento.
Un altra fossa,
le campane suonano per me solo,
continuo a mancare,
qualche invitato mi tende calda mano ma non allevia,
non resuscita, non mi serve.
Dalle tenebre emergerò,
respirando aria insana e rigettando umida terra,
ancora una volta,
sgraziati passi d'ombra d'una curva sagoma
a rimembrar avvento di tempi duri e logorroici.
Dovrò stufarmi,
il limitar non vede l'ora di tendermi letale agguato,
se non distinguerò tratti corroboranti in quel volto onirico
sarò predato.
Per l'ultima volta.
©
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