Il peso insostenibile dell'aria

Dio
qual piaghe nel respiro quotidiano...
realtà spettrale
che giace sotto l'apparenza
come il muschio cela il fango
esposto a sud
baciato dal calore tacito del sole
l'esilio da ogni tempo,
tronco secco
tarpato alle radici
morde la terra
con ciò che gli rimane
sacro e profano olezzo di palude
contorto assolo di foresta
scultura della forgia
bagnato dai confini dalla notte
gli occhi vuoti fra le rughe
rassegnato
nido di larve e parassiti
veglia l'attorno
piegato dalla roccia sterile del cuore
vecchio, morente, solitario
cosciente
ma non vivo
senza globuli d'amore
crogiolo fradicio d'inedia
moncone di un esistere incompiuto
punto interrogativo
sotto il peso insostenibile dell'aria.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Francesco Rossi3 maggio 2012
Una composizione dai toni forti ma puntuali in un conflitto di evidenti sensazioni che portano a poetare questa composizione come "IL TRONCO SECCO TARPATO ALLE RADICI..." in maniera molto personale frutto di una attenta disamina della vita nel suo insieme. Un verseggiare ricco di spunti in cui si coglie sia l'amarezza che il senso di disagio poetato in modo sublime.

