La danza del coltello
Commenti (10)
scorrevole, con un buon ritmo, incisiva la chiusa. Un bel testo, dove è chiaro che l'autore fa una sorta di resoconto della propria vita... un risultato negativo, dove il dare è maggiore del ricevere e aggiungerei anche che è sempre così!
Introspettiva poesia di bilanci, dove non si raggiunge mai la parità fra il dare e l’avere (anche se i conti con la propria dignità ed il rispetto per se stessi tornano) . br E le ferite sono lo scontrino del prezzo della vita. br E’ una ballata affilata, la tua. Una bella ballata. br So Long, Crudo! )
... è quello che capita quasi a tutti... e c'è comunque da essere orgogliosi di ciò che si è e si sarà, nonostante tutto... non è il massimo, ma è sempre meglio di niente...
Di solito i potenti non usano lame di coltello, hanno tanti mezzi per annullare Robin Hood. Comunque la poesia a me piace, anche se un paio di mio, mie, all'inizio secondo me stonano. Scusa ma perché hai scelto Il Crudo come nik? (a me fa pensare al prosciutto di S. Daniele) . Cesare.
In tuo modo di scrivere si nota da lontano, le tue poesie affilano la mente perché parli della vita cruda che viviamo tutti i giorni
Il crudo allo specchio... cosa può uscirne? Quello che mi ha colpito è che in questo autoritratto ci sono le lame, le ferite, gli occhi appannati, le ombre, barbieri sbadati che tagliano gole, c'è la stanchezza e la malattia. Ma niente sangue. Come se non ne avesse più. Come se il tempo fosse passato e abbia fatto male, ma tutto ora sia più clemente e senza sangue.
E’ proprio una danza. Quella che dondola tra il sapere quel che si è fatto di buono, e il dubbio di non aver fatto tutto, il sapere di non avere rimorsi e la voglia di non aver ripianti. Una analisi pessimista (ma non troppo) del proprio vissuto... sentendo la stanchezza e la delusione. Tutto questo tradotto in poesia... una poesia ”cruda”, disincantata..ma con uno sprazzo di dolcezza... prima della della tagliente chiusa. Piaciuta.
L'A. (30enne) escogita in realtà 1 provocazione futurologica, descrivendosi già mlt in avanti cogli anni e, soprattutto, coi segni inconfondibli delle innumerevoli lotte sostenute, a suo dire, quale Cid Campeador di cause in fondo perse + ke da ogni altro 1a da lui, ke s'aspettava forse in cambio nn certo cattiverie. Dura la realtà: l'irriconoscenza umana è + grande, fu detto, della misericordia di Dio. A parte la simpatia dell'A., anke il testo è bello come 1 ballata country. Bravo.
grazie, terrò buoni i tuoi consigli... anche questa è molto bella
..le ferite sono il segno di una vita vissuta, sofferta, fatta di tante piccole conquiste quotidiane. Non c'è niente di meglio che combattere per i propri ideali, i propri valori. Non importa se poi non saranno riconosciuti i nostri sforzi, perché l'importante è essere consapevoli di aver fatto ciò che ci sentivamo, ciò che credevamo. Solo così potremo essere soddisfatti di noi stessi e della vita che ormai si è lentamente consumata. Bravo, bellissima poesia e continua a combattere!


