Utero d'acciaio

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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Una lirica ermetica che descrive tanta sofferenza da parte di due persone, ma alla fine di tanto patire credo che tutto alla fine si sia risolta per il meglio. Versi stilati magistralmente e molto scorrevoli, apprezzata opera!
E' bella. Di una forza che tatua le parole sulla pelle, è un urlo, imploso, di chi aspetta una liberazione, uno spiraglio, una luce per togliersi catene. Di chi sembra indifferente ma quelle braccia le ha spezzate a furia di tenderle per trovare una mano, che stringesse e tirasse vie, dall'orlo del baratro, un tatuaggio, che ha certo un significato ben più profondo e personale, tatuato a ricordo, indelebile di chi è andata via
una poesia che è piena di dolore e rammarico, mirabile il tatuaggio, marchio di fuoco indelebile che rammenta sempre alla mente il ricordo, profondo testo complimenti
L’impossibilità ad un reagire, l’attesa affamata di chiarimenti per una drammatica situazione, un po’ ermetica non abbastanza però da nascondere uno stato d’animo doloroso; una stesura audace, tipica dell’autore, esaltata anche da un tatuaggio; la chiusa mi piace molto.
Ed è quella follia che prende, quel malessere che t'innamora e succhia ogni ragione, dove più nulla ha senso e solo il sopravvivere diviene un urlo pazzo nell'attesa che giunga il colpo di scena, a trarre in salvo. Cosa c'è di più dilaniante dell'odio cieco verso sé stessi? Infine, di tutto ciò restano ricordi e cicatrici e la sensazione d'aver conosciuto l'inferno beffandosi di sé stessi... Mozza il fiato, racconta la discesa e la risalita, e quel pozzo nero, resta dentro
La ragione e l'inganno... già, spesso si cercano con legame assurdamente stretto come è assurdo che l'umanità attraversi la follia collettiva senza accorgersi (come dicevo ieri) che l'altro vive e muore come se stesso, in uno specchio (quella di oggi) ormai rotto da mille incomprensioni... e l'anima svanisce e con lei la possibilità dell'eterno che è in noi. L'utero, la grande madre, viene dilaniata... Questa è un'interpretazione... l'ho voluta collegare al mio pensiero perché ne sento i legami ma forse mi sbaglio... Poesia comunque molto intensa e combattuta... come la vita!
Stato d'animo combattuto e dilaniato da un'attesa, uno spiraglio per liberarsi da un'angoscia. Immagini coinvolgenti, da fiato sospeso, dalla grande abilità dell'autore
Dell'impossibile, parla, questa poesia. Parla del limite invalicabile. Di quando ci si trova davanti qualcosa che è troppo forte, che ci sovrasta, ci opprime, ci schiaccia appiattendoci. Racconta di cosa sia nascere, senza nascere mai. Cosa significhi esser generati da una macchina inossidabile. Partoriti inanimati, come si fosse qualcosa di disumano. Perché può darsi la vita sia altrove.
Riflessione stilata in completa autoanalisi, introspettiva quanto intima e nonostante sia impossibile ricordare la propria nascita e il percorso uterino fino alla luce come colpo di cannone il poeta impeccabile nei versi e di grande poetica offre al lettore una visione sia della generazione in senso generale sia delle difficoltà personali del vissuto, a testimonianza di tutto ciò un tatuaggio indelebile che segna l'indissilubilità dell'amore tra consanguinei, lo Storge.
L'angoscia di un parto difficile. Che sia metafora o peggio, realtà, lascia senza fiato. Tempi biologici scadono e nulla accade, s'innesca un meccanismo spasmodico d'attesa che consuma. Situazioni d'emergenza, lasciano un marchio a fuoco, doloroso, indelebile nel tempo e nell'anima.
Forse un sentire doloroso ha scatenato il ricordo del parto mettendo in discussione la felicità che si prova nonostante il grande dolore. Versi molto profondi ed intensi che fanno riflettere e riflettere.
Le attese ..., un'attesa tautologica ... un prigione ... un'attesa di cui a volte non si sa di cosa, ma che preme e dilania. Una forza dirompente nelle parole, nelle immagini che da tempo contraddistingue il poeta che ingigantisce sempre di più. .
C'è molto in queste parole che sento dolorose; immagino (leggendo tra le righe) molto altro e mi perdo nell'autolesionismo, nell'abbandono, nella non accettazione di sè sull'onda di emozioni forti e (forse) antiche. Mia interpretazione di una lirica molto sentita.
Anche io come Fiammetta, leggo di un abbandono subito, un non sentirsi amati accettati ... ed è così che scatta l'autolesionismo... " non sono amato " non mi amo e mi punisco ... Quasi a sentirsi colpevole... Poesia che crea forti emozioni esasperata dalle immagini e metafore scelte
Io sono nato per amore e con amore... e nei tuoi versi leggo un perdono fatto di lacrime salate, leggo una rabbia senza speranza, leggo una vita che vive e che si rammarica, leggo TE poeta sublime, che in versi metti a nudo la tua vita. Aggiungo anche che questa è la mia personale interpretazione, è l'emozione che mi hai donato, è la percezione che ho letto fra le righe, è poesia e tu ne sei maestro.










