657 lettori online · 357.493 poesie · 7.564 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da EnzoL
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Riflessioni 3 maggio 2012 · lettura 1 min · 2453 letture

Utero d'acciaio

EnzoL 618 poesie pubblicate
+ Segui
Incatenato alle porte aspettavo d'uscire fermo immobile, su me stesso attendevo un passaggio sconosciuto uno sparo nel buio, uno spiraglio chiaro fosse anche, un maledetto fiammifero - qualcosa - ma ridacchiavo, strillavo come un pazzo, delle piccole miserie senza accorgermi di quanto fossero profonde le mie braccia tese che si spezzavano dilaniando l'assurdo di questa follia e della ragione si perse l'inganno, mutilato femmineo - del ventre tuo - rimase una sola impronta mancata un fievole ricordo tatuato su queste braccia, che hai tanto odiato
♥ 0 💬 15
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

Tutte le opere →

Commenti (15)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Grazia Denaro3 maggio 2012

Una lirica ermetica che descrive tanta sofferenza da parte di due persone, ma alla fine di tanto patire credo che tutto alla fine si sia risolta per il meglio. Versi stilati magistralmente e molto scorrevoli, apprezzata opera!

Annamaria Barone3 maggio 2012

E' bella. Di una forza che tatua le parole sulla pelle, è un urlo, imploso, di chi aspetta una liberazione, uno spiraglio, una luce per togliersi catene. Di chi sembra indifferente ma quelle braccia le ha spezzate a furia di tenderle per trovare una mano, che stringesse e tirasse vie, dall'orlo del baratro, un tatuaggio, che ha certo un significato ben più profondo e personale, tatuato a ricordo, indelebile di chi è andata via

C

una poesia che è piena di dolore e rammarico, mirabile il tatuaggio, marchio di fuoco indelebile che rammenta sempre alla mente il ricordo, profondo testo complimenti

S
Sadness3 maggio 2012

L’impossibilità ad un reagire, l’attesa affamata di chiarimenti per una drammatica situazione, un po’ ermetica non abbastanza però da nascondere uno stato d’animo doloroso; una stesura audace, tipica dell’autore, esaltata anche da un tatuaggio; la chiusa mi piace molto.

Angela Fragiacomo3 maggio 2012

Ed è quella follia che prende, quel malessere che t'innamora e succhia ogni ragione, dove più nulla ha senso e solo il sopravvivere diviene un urlo pazzo nell'attesa che giunga il colpo di scena, a trarre in salvo. Cosa c'è di più dilaniante dell'odio cieco verso sé stessi? Infine, di tutto ciò restano ricordi e cicatrici e la sensazione d'aver conosciuto l'inferno beffandosi di sé stessi... Mozza il fiato, racconta la discesa e la risalita, e quel pozzo nero, resta dentro

Clara Gismondi3 maggio 2012

La ragione e l'inganno... già, spesso si cercano con legame assurdamente stretto come è assurdo che l'umanità attraversi la follia collettiva senza accorgersi (come dicevo ieri) che l'altro vive e muore come se stesso, in uno specchio (quella di oggi) ormai rotto da mille incomprensioni... e l'anima svanisce e con lei la possibilità dell'eterno che è in noi. L'utero, la grande madre, viene dilaniata... Questa è un'interpretazione... l'ho voluta collegare al mio pensiero perché ne sento i legami ma forse mi sbaglio... Poesia comunque molto intensa e combattuta... come la vita!

Rita Stanzione3 maggio 2012

Stato d'animo combattuto e dilaniato da un'attesa, uno spiraglio per liberarsi da un'angoscia. Immagini coinvolgenti, da fiato sospeso, dalla grande abilità dell'autore

h
hy ju3 maggio 2012

Dell'impossibile, parla, questa poesia. Parla del limite invalicabile. Di quando ci si trova davanti qualcosa che è troppo forte, che ci sovrasta, ci opprime, ci schiaccia appiattendoci. Racconta di cosa sia nascere, senza nascere mai. Cosa significhi esser generati da una macchina inossidabile. Partoriti inanimati, come si fosse qualcosa di disumano. Perché può darsi la vita sia altrove.

P
Paolo Morganti4 maggio 2012

Riflessione stilata in completa autoanalisi, introspettiva quanto intima e nonostante sia impossibile ricordare la propria nascita e il percorso uterino fino alla luce come colpo di cannone il poeta impeccabile nei versi e di grande poetica offre al lettore una visione sia della generazione in senso generale sia delle difficoltà personali del vissuto, a testimonianza di tutto ciò un tatuaggio indelebile che segna l'indissilubilità dell'amore tra consanguinei, lo Storge.

DonnaFPgreeneyed4 maggio 2012

L'angoscia di un parto difficile. Che sia metafora o peggio, realtà, lascia senza fiato. Tempi biologici scadono e nulla accade, s'innesca un meccanismo spasmodico d'attesa che consuma. Situazioni d'emergenza, lasciano un marchio a fuoco, doloroso, indelebile nel tempo e nell'anima.

Stella Corrado4 maggio 2012

Forse un sentire doloroso ha scatenato il ricordo del parto mettendo in discussione la felicità che si prova nonostante il grande dolore. Versi molto profondi ed intensi che fanno riflettere e riflettere.

f
filiberto4 maggio 2012

Le attese ..., un'attesa tautologica ... un prigione ... un'attesa di cui a volte non si sa di cosa, ma che preme e dilania. Una forza dirompente nelle parole, nelle immagini che da tempo contraddistingue il poeta che ingigantisce sempre di più. .

Fiammetta Campione4 maggio 2012

C'è molto in queste parole che sento dolorose; immagino (leggendo tra le righe) molto altro e mi perdo nell'autolesionismo, nell'abbandono, nella non accettazione di sè sull'onda di emozioni forti e (forse) antiche. Mia interpretazione di una lirica molto sentita.

Patrizia Ensoli4 maggio 2012

Anche io come Fiammetta, leggo di un abbandono subito, un non sentirsi amati accettati ... ed è così che scatta l'autolesionismo... " non sono amato " non mi amo e mi punisco ... Quasi a sentirsi colpevole... Poesia che crea forti emozioni esasperata dalle immagini e metafore scelte

Giuseppe Boccanfuso5 maggio 2012

Io sono nato per amore e con amore... e nei tuoi versi leggo un perdono fatto di lacrime salate, leggo una rabbia senza speranza, leggo una vita che vive e che si rammarica, leggo TE poeta sublime, che in versi metti a nudo la tua vita. Aggiungo anche che questa è la mia personale interpretazione, è l'emozione che mi hai donato, è la percezione che ho letto fra le righe, è poesia e tu ne sei maestro.