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Riflessioni 5 maggio 2012 · lettura 1 min · 1679 letture

Sette i vizi capitali

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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s'appaga l'uomo non saggio della superbia. Nel suo ingranaggio a crogiolarsi pieno del suo io, si sente onnipotente come Dio. Cova l'avaro l'oro che possiede nulla dando a chi, bisognoso, chiede, nel lercio fango sguazza il lussurioso di bramosie mai pago, a tutti odioso, si nutre di collera l'iroso che pace mai avrà né riposo; del dantesco Ciacco imitatori, tristi assai del compiacer la gola non si sazian mai, nella perenne stanchezza gli accidiosi stanno col lavoro mai le mani sporcheranno. Tutti son svilenti i vizi capitali. origine e causa di tutti i mali. Di tutti il peggior l'invidia alfine che nuovi danni aggiunge alle rovine. Del bene altrui soffre l'uomo infelice, sragiona e spesso non sa quel che dice, la felicità degli altri lo annoia, meschino nel corrodersi, non conosce la gioia, privo del sentimento d'amore se gli altri giubilano, lui prova dolore. Orridi son i vizi capitali, ma meglio averne sei senza quest'uno... scomparirebbero nel mondo tanti mali se invidia non rodesse il cuore d'alcuno.
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Commenti (15)

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angelo cora5 maggio 2012

Come ogni alta cima ha il suo vallone, ogni ingegno ha un limite, ogni inizio ha un fine, ogni civiltà ha i suoi confini, dove la decadenza dei valori, comincia - Note di voce veritiera, in un mondo che ha smarrito l'udito - Condivisa, apprezzata

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aspide5 maggio 2012

Superba riedizione dei “peccati capitali”, dopo che già Aristotele li descrisse come “abiti del male”, e dopo che i primi monaci cristiani ne stabilirono l'elenco. In un primo tempo fra questi peccati era considerata anche la tristezza, poi tolta, ed in tal caso la nostra poetessa, sempre così allegra e sorridente, sarebbe veramente caduta nel baratro del peccato più nero. Versi di grande profondità e saggezza, che potrebbero veramente sostituire, nella "dottrina cattolica", il noioso e freddo elenco di tali vizi. I cardinali revisori vaticani sono avvertiti. Per quanto riguarda il peccato dell'invidia citerei, per descriverlo, il distico dell'epigrammista: "Mesto è Lao, non si sa se male a lui o capitato sia del bene a altrui."

Sara Acireale5 maggio 2012

Un'interessante e profonda riedizione dei sette vizi capitali... Sono tutti vizi da eliminare perché dannosi alla salute spirituale dell'uomo ma il vizio in assoluto peggiore è quello dell'invidia... con la poetessa... l'invidioso vive e fa vivere male perché non si accontenta mai di quello che ha ma vorrebbe possedere tutto quello che hanno gli altri... Gli invidiosi fanno di tutto per mettere gli altri in cattiva luce... Veramente deprecabile questo vizio e questi versi sono note di saggezza...

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Sadness5 maggio 2012

... versi piaciuti per il tema; l'invidia un vizio di cui spesso ci si vergogna di ammetterlo il più spregevole fra tutti, piaciuta la sesta strofa che la sento molto mia, complimenti per le tematiche scelte dall'autrice che invitano sempre a profonde riflessioni

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rstorace5 maggio 2012

l'autrice elenca in modo magistrale i vizi capitali, ma si sofferma su quello più odioso l'invidia, che porta chi la prova a non gioire mai della felicità altrui e in casi gravi addirittura essere felice delle altrui disgrazie, e pienamente con lei tutti gli altri sono tollerabili e forse un po\' li proviamo, ma l'ultimo è vergognoso e senza di esso il mondo sarebbe migliore!!!

emmalisa lucchini5 maggio 2012

la poetessa riesce in modo ammirevole a fare dei vizi capitali una riedizione... vizi che incontriamo nella vita di tutti igiorni... purtroppo, ed è l'invidioso che detesto in modo particolare il più deprecabile, vive e fa vivere male... complimenti poetessa è una bella riflessione anche per chi legge la poesia... molto apprezzata

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Paolo Morganti5 maggio 2012

Come in "Seven" ma senza la truculenta scenografia e realizzazione, la poetessa illustra i vizi capitali ben esprimendo dove essi nascono e dove affondano, con evidenza all'invidia pone un monito e una condanna agli invidiosi, se mi si permette aggiungo un mio modesto pensiero, l'invidia espressa da alcuni finisce sempre e solo contro gli stessi che la provano facendoli morire d'invidia, possono ferire se si trasformassero in azioni materiali, ma non fanno male se restano serpi negli animi di chi le covano.

Francesco Rossi5 maggio 2012

Oltre alla condivisione completa del pensiero della poetessa mi preme sottolineare l'abilità della stessa a tornare prepotentemente alla realtà poetando il peggiore dei peggiori vizi capitali.

Patrizia Ensoli5 maggio 2012

E come non condividere questa lirica scritta con intelligenza e sottile ironia Fra tutti i vizi, quello dell'invidia è il più meschino e dannoso si maschera di umiltà e sapienza nella presunzione poi cade e ruzzola Quel vizio che elargisce dettami, giudizi, per mascherare paure, insicurezze e, infelicità Condivisa e apprezzata!!!

Fiammetta Campione5 maggio 2012

Ha ragione l'Autrice, l'invidia è un cancro che corrode l'anima e ostacola i rapporti tra le persone, congela i sentimenti... ma io aggiungo che a mio parere l'invidioso vive male, percché non sarà mai contento di ciò che ha. Lirica sentita e condivisa.

EnzoL5 maggio 2012

eh, una bella lista della spesa... chissa in che girone finisco ... ottima, condivido il pensiero e trovo il testo ben stilato e ben congeniato... apprezzatissima

Antonella Avolio5 maggio 2012

Tra i vizi capitali l'invidia è quella più distruttiva, non si apprezza quello che una persona realizza ma si mira a distruggere tutto. Ma l'invidia non è sotto, sotto, una forma di ammirazione al negativo?

stelsamo6 maggio 2012

Bellissima poesia, che condivido pienamente! Ah se solo non ci fosse l'invidia, che tra i vizi capitali è davvero quella più odiosa! Non si sarebbe potuto esprimere meglio il concetto, di come è stato fatto con questa magnifica poesia! complimenti!

Paola Galli6 maggio 2012

...già, l'invidia brutta bestia che può far scherzi incredibili!!!porta l'uomo ad esprimersi e tirar fuori il peggio di sè!!...purtroppo!! quindi condivido e segnalo!!

Cinzia Gargiulo6 maggio 2012

L'invidia è una brutta bestia che divora prima di tutto chi la prova. Testo interessante che ci ricorda tutti i limiti dell'uomo, apprezzato.