Quelle scarpette a punta di raso rosa
Nicolina Macari
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Non mi par vero
quando guardo quelle scarpette
a punta di raso rosa
lascio che sia festa
nuvola, soffio e brivido
verso gioia profonda
Lascio che voli via
questa plebaglia d'angoscia
e sia foce la sensazione
che m'illumina e risveglia
Fantastico un pò
e mi ritrovo compagna di me stessa
con un estatico tintinnio d'umore
distinguo
gesta e contorsioni
nelle ore imprevedibili e imperdibili
come pantomima
inspiro il tuono di volteggi
lentamente perché non svaniscano
del loro colore, del loro calore
divento onda con il corpo
sull'avanti e indietro del suono
delicate braccia sollevo
nel brillio di luce
e di sinfonia accordo corde
non più sciarada
non più rattoppi
tutto è ancora nitido
e come aliante
ricado di note cromatiche
Che ne farò di questo ricordo
ci penserò
sono incontentabile lo so
e allora rimango a fantasticare
ancora un pò
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Commenti (3)
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rita iacobone9 maggio 2012
Dolce ricordo di un particolare tempo giovanile, bei versi che mi ricordano quando anch'io praticavo la danza classica per tanti anni tanto tempo fa.
Patrizia Ensoli9 maggio 2012
Un amore e ricordo quanta magia in quelle scarpette di raso la libertà di volare, oltre il possibile, fantasticare e sentire quel fuoco ardere dentro la pelle, l'anima... Versi delicati come un volo di farfalla Splendida e condivisa!!
Donatella Pezzino9 maggio 2012
Anche a me questi versi hanno evocato il ricordo dei corsi di danza classica, tracce di giovani sogni che restano custoditi nel cuore... l'anima volteggia ancora al suono di quella musica così dolce... stupenda lirica, condivisa e sentita!



