Rugiada

Ora ha il colore della clorofilla,
la piccola goccia
animata dal vento,
forse è la lacrima
di qualche stella
che sopra uno stelo
si riposa un momento.
Alcuni la chiamano
semplicemente "rugiada"
e, a dire il vero
a lei piace molto,
all'ombra di un petalo
dal sol si ripara,
per potere restare
un po' più di tempo.
Però la raggiunge
il calore del giorno
e piano, piano
la fa evaporare,
cosi si trasforma
in un soffio bislungo
e tra le correnti
inizia a volare.
Si adagia planando
sulle code dei venti
e percorre le scie
fin dentro le nuvole,
la plasmano vortici
più o meno potenti
la fionda il più forte
la culla il più debole.
S'abbassa e volteggia
sulle cascate
ad ai lor schizzi
fa le linguacce
e fugge a cavallo
di squame argentate
cancellando con guizzi
le proprie tracce.
Ora viene scagliata
da un lampo abbagliante
e rasentando le onde
che schiumano il mare,
arriva nel punto
dell'orizzonte
dove la luce
sprofonda col sole.
Alla fine di notte
ritrova la luna
e si siede nel centro
della sua bocca a uovo
farà altri dispetti
alla stella frignona
cosi che sopra un fiore
la pianga di nuovo.
©
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