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Introspezione 11 maggio 2012 · lettura 1 min · 2174 letture

Ortiche

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Ho suffragato spine sulle arterie parassite, dando il via a giostre di Nylon esistenziale Tant'è il prurito del mio peccato, che m'accartoccio poco distante a piccole ortiche, nate incontrollate lungo i bordi delle mie gioie baluginano spinose alle caviglie e ai fianchi dell'attesissimo risveglio graffiando come spinte dagli aliti pesanti [ anche i tuoi occhi, mia stella si spengono come birilli e solo per questo, merito di sparire ] Nulla potrà più tornare di me - che il sangue grondato e vitreo s'è ormai perduto - ed ogni mio gesto, ogni singola emozione che elargisco, filtra d'avamposti desolati, planando prima spietata dai miei peccati senza lasciarmi neanche l'alibi, di una meritata vittoria su me stesso [ dissolvenza in nero ]
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (15)

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Patrizia Ensoli11 maggio 2012

Inevitabilmente, la nostra vita, ci porta ad essere sempre in bilico tra fare bene... e fare male, di conseguenza, spesso, feriamo e procuriamo dolore prima agli altri, poi a noi stessi e ciò che è stato fatto, non cambia ... ma insegna quel nero che si dissolve, non scagiona ... ma nemmeno condanna Non c'è vittoria ... ma solo crescita Lirica dai toni forti e incisivi, molte le interpretazioni che si possono fare della lettura Molto apprezzata e gran bella prova!!!

Fiammetta Campione11 maggio 2012

Una confessione in piena regola questa introspezione in cui l'Autore prende coscienza coraggiosamente dei propri limiti (chi non ne ha?) e si pente dei peccati (chi non ne commette?); i versi come sempre li trovo godibili ed originali come la chiusa molto scenica. Così l'ho letta...

non v'è esempio migliore che si appropria a molti di noi, con evoluta sapienza l'espressività cosi meravigliosamente impiegata elargisce quella parte dei sentimenti che costringono il cuore nel determinante concepito suo affettivo valore... molto sentita e molto bella Poesia

S
Sadness11 maggio 2012

Quando ci s’interroga sul proprio io compare, a volte, un rimorso che spegne sul nascere le nuove gioie che porta all’autolesionismo, ma all’uomo/donna che già solo per essere al mondo è portatore di fragilità, viene omessa il considerare che si è tutti uguali; profonda, molto molto ...

Laura Maira11 maggio 2012

Un dissolversi nel dolore, nulla più potrà tornare... amarezza e rimpianto e consapevolezza di aver segnato il proprio destino. Molto profonda e dolorosa. Complimenti, è bellissima...

Emanuele Martina11 maggio 2012

rimpianti, disperazione, delusione di se stessi, voglia di ritornare indietro, di cercare, di decidere, c'è tutto in questa lirica, originale e coinvolgente, segnalo e conservo

C

siamo umani quindi persone fragili, a volte facciamo il male sia agli altri che verso noi stessi, ma ciò che è stato non si può recuperare ed il rimorso è la ricompensa, anche se presa visione del male fatto, bisogna anche sapersi perdonare ed evitare in futuro lo steso errore, molto intensa complimenti

Annamaria Barone11 maggio 2012

quelle ortiche ai bordi della strada, quelle ortiche che sembrano lambire, qualunque cammino si intraprenda, qualunque passo si faccia... un mea culpa senza pietà questo dell'autore, causativo anche nel momento nel quale si accorge che quegli occhi si stanno spegnendo, ed allora? Allora non resta che arrendersi e sparire, allora non resta che strapparle quelle ortiche e percorrere strade di erba fresca, il peccato non si espia per sempre. magnifica

P
Paolo Morganti11 maggio 2012

USTIONANO senza nemmeno accorgerti esse si confondono insieme al verde intenso non hanno fiori per avvertire non hanno forme particolare sono semplici piante come le altre e si difendono, o attaccano non ho mai capito come possano essere cosi belle come tutte le altre piante ma cosi urticanti che ti lasciano ferite addosso.

Rita Stanzione11 maggio 2012

combattuto stato d'animo, espresso con versi graffiati e graffianti!

Eirene11 maggio 2012

è che a volte ci gettiamo di proposito sulle ortiche è per sentire la vita che scorre proprio ai bordi della nostra strada e sono i nostri peccati a darci la misura dell'essere e non essere... facendo del male anche a chi più amiamo...

r
rstorace11 maggio 2012

la consapevolezza di aver fatto del male già racchiude in sè la redenzione dai peccati, perché il tormento interiore sarà continuo, non darà pace peggio delle fiamme dell'inferno, e quale vittoria migliore su quell'angolo di egoismo che ci ha spinto a diventar dannati... testo potente, affascinante e come ci ha abituato l'autore, ciclonico!!!

Angela Fragiacomo12 maggio 2012

Introspezione spietata, come sappiamo esserlo solo con noi stessi, senza neppure il sollievo del perdono. Siamo i giudici più severi del nostro operato e certi peccati tranne costantemente a tormentassi, quasi che non si potesse esser altro che la persona che sbagliò. In quest'ottica forse il dubbio che questa dissolvenza in nero sia un alibi verso la nostra coscienza. Se siamo cattivi tanto vale non sforzarsi d'essere migliori. Quanto costa perdonarci? Sentita e reinterpretata, apprezzatissima

carla composto12 maggio 2012

un aprirsi... nel confessare i propri errori... stile unico di questo abile poeta... versi che toccano il cuore metafore forti e pungenti...

Maura M Fusco13 maggio 2012

Suggestiva, ma non ci leggo nessun pentimento. Trovo invece un certo compiacimento dell'autore verso se stesso e verso i propri peccati, quasi li ritenesse ormai parte integrante della propria vita ...li odia e li ama allo stesso tempo. Difficile è la vita per chi ti dovesse amare ...