Il giglio

Reciso dallo strappo
il giglio svenne,
ma mancarono quelle carezze
che rianimano subito dopo.
La pira che è dentro l’anima
è perennemente indenne,
perché non bruciano le fiamme
là, dove fatuo è il fuoco.
Che mi metta pure i bracciali
un qualsiasi ardito amante
tanto, più non mi stupisce
lo scoprirmi le mani già esperte.
Mentre puzzano, le sensazioni
di quando ignobilmente
m’hai trasmesso ciò che inibisce
rimboccandomi le orrende coperte.
Esanime per sempre rimane
nel suo mare in perenne tempesta
e senza mai cercar di fuggire
il timido giglio, è distrutto...
sopra quell’ onda infernale
col sale che ogni petalo infesta
galleggiando si fa trasportare
fino a farsi inghiottire del tutto.
©
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