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Riflessioni 17 maggio 2012 · lettura 1 min · 2528 letture

Al Bianco Foglio

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Persiste sgradevole, il lungo peregrinare, che di tempo cementato infastidisce, come l'ape che bombisce. Vacuo e deleterio curvar spazi d'oblii, bramando ultrasuoni - inusuali - dalle giostre in silicone. Bianco foglio dallo sguardo triste, ormai attendo solo Te; Tu confuso, Tu pallido ed ulcerante Tu eterno introverso Aizzi - specola - nella mia mole e nei rispecchiati cardi del cranio ormai antico, crocifiggo un sorriso dissolvendo appassito l'amara terra del mio viso perdona dunque; perdona le macchie, perdona il sangue e lo sperma perdona la mia debolezza, che stolta incede e riga e d'ogni scempio fa cloro perdono, perdono, per tutte le volte che per nettare me inevitabilmente ho corrotto te ed il tuo candido manto
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Cardo: Carduus è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae. L'antichità del cardo viene attestata anche da varie leggende che associano questo fiore al pastore siciliano Dafne, alla cui morte (grazie all'intervento di Pan e Diana), la Terra, piena di dolore, fece nascere una pianta piena di spine, il “cardo” appunto. specola: Osservatorio astronomico, edificio o parte di edificio fornito di strumenti adatti per l'osservazione degli astri

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (13)

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Fiammetta Campione17 maggio 2012

Il foglio bianco attende docile le mille sublimazioni e l'Autore chiede scusa, con versi che richiamano un'idea di catarsi, "imbrattando" il foglio ci si purifica, e forse è proprio questo il potere più grande della scrittura. Ottima

C

un'originale poesia, un dialogo con il foglio di carta dove spesso si scrivono i versi, facendo una profonda autocritica, comunque il foglio penso ringrazi il poeta x il suo estro e talento

M
Moreno Tonioni17 maggio 2012

Vi sono autori che nel classicismo percorrono la strada del poetar gentile e aulico e autori che sperimentando cercano una loro strada. Se per i primi la tecnica unita alla capacità espressiva rappresentano la strada per staccarsi dalla massa popolarpoetante, il poeta sperimentale deve misurarsi con più grandi ostacoli prima di giungere alla "parola perfetta". Il Lomanno è illuminato poeta capace di unire un'eccellente e ben delineata tecnica sperimentale a un'uso appropriato del linguaggio e a una ricchezza di metafora eccelsa. Lo spazio è poco per definire questa opera. Vorrei sottolineare la bellezza dell'ardito uso di parole inconsuete in poesia, le travolgenti metafore e la brillantissima chiusa di questa vera perla.

carla composto17 maggio 2012

originale poesia... dedicata ad un bianco foglio dallo sguardo triste... apprezzato il commento ...

Giuseppe Boccanfuso17 maggio 2012

Letta, ascoltata, riletta e riascoltata... sempre la stessa emozione invadente e dominante, noi armiamo la nostra mano e lui subisce pene, dolori e amori. FANTASTICA.

Laura Maira17 maggio 2012

Il foglio Amico, complice, che riceve la nostra anima e ogni sua pena e strazio... Il foglio che ci accoglie, custodisce, redime... senza il quale siamo niente. Bellissima, spettacolare e magnifica. Non ho parole, complimenti.

Eirene17 maggio 2012

un dialogo interiore tra il poeta e le sue muse... non c'è salvezza per colui che si perde nel poesia, quasi come se esistesse altro da se... mi piace molto la voce narrante che ne accompagna la lettura...

Rita Stanzione17 maggio 2012

Al foglio bianco affidare il proprio mondo, le debolezze, le incrinazioni... e chiedere perdono per tutte le volte che... versi di grande sentire, meritevoli di plauso

DonnaFPgreeneyed17 maggio 2012

E, dalla giostra in silicone, (mi piace) arrivano gli ultrasuoni in plauso per questo nostro; nel caso specifico, per l'Autore: questo Suo confessore benevolo che, tutto accetta, senza reagire più di tanto. Anzi sprona, spreme il cardo e ne ricava succo vitaminico e filosofico. Che noi, poi, leggiamo. Un confessore che davanti a cotanta lirica, assolve. Pure con la benedizione.

r
rstorace18 maggio 2012

il foglio bianco accoglie tutto quello che sentiamo e pensiamo, senza poter protestare e ribellarsi, l'autore chide perdono per l'uso che ne fa a solo suo vantaggio, a colpi di feroce autocritica nei confronti dei propri versi che lo imbrattano, ma è un dolce imbrattare!!!!

Patrizia Ensoli18 maggio 2012

Emozionante, letta, ascoltata e riletta ogni volta, un pensiero nuovo riversiamo su questa terra azioni e da esse, ne ricaviamo nel bianco ci purifichiamo e rinasciamo, nel perdono... Osservando l'infinito, cercando se stessi e un perchè... Versi particolarmente carismatici, alcuni passaggi veramente ottimi la chiusa è fantastica...

S
Sadness18 maggio 2012

Speciale ... chiedere perdono per quello che si tira fuori, credo che l’ispirazione accade, si genera da una effimera sensazione, pertanto in quel momento, un foglio (bianco) non può essere che felice, ha l’esclusiva di un’emozione ... che poi si ha il tempo di decidere se lasciare o cestinare; spero di non essermi distaccata dal senso della poesia; così l’ho voluta sentire e apprezzare.

Duilio Martino18 maggio 2012

con la profonda ed attenta analisi fatta dal Tonioni. Sperimentazione senza perdere il carattere e uso della tecnica che contribuisce a dare al narrato Poestico una valore certamente di grande rilevanza! Non mi soffermo sul contenuto in quanto è stato già detto tutto. Plauso al Poeta!