Ennui
Dove son la gioia e l'allegrezza?
Il riso e la gaia contentezza?
I dolci momenti di quieta grandezza
e l'azione e il vigore e l'intraprendenza?
Solo il sopore e il sapore suo tristo
avverto nell'aria malsana.
Tutto è fermo di una staticità inerte
e spaventosa, sconvolgente, quasi tragica.
Tragedia è in effetti il viver nostro.
Solo dolore e noia e ancora noia e dolore.
Muoviamoci, sballottati da una forza
ignota, e per dove?
Parla vento, tu che corri e fuggi
e di spirito libero hai la parvenza:
la tua vita è forse monotona e funesta?
O solo l'uomo ha questo maligno privilegio?
E tu fiume che la valle attraversi
e impetuoso ti dirigi verso il ponto
hai forse sorte migliore del bipede infelice
o anche tu il mal di vivere sopporti teco?
Nulla può consolarci, reietti dell'esistenza.
Spazzatura cosmica, fluttiamo
in un universo di latta.
Ciondoliamo appesi al tutto, appesi al nulla.
©
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L'autore
Alessandro Accorinti
Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.
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