Il manichino
Marcello Comitini
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Dietro la lastra impolverata
che smorza i colorati bagliori della strada,
il manichino in posa
immobile, assoluto, vuoto e immortale,
vede nascere il giorno e flebilmente spegnersi
le lampade accese nel tramonto.
Nel riquadro di mondo incorniciato
dall'esiguo telaio della vetrina
uomini e donne inseguono speranze
che non hanno nome, che ciascuno crede
in fondo al viale dove indugia il sole.
E il manichino vede dentro i loro occhi
la penosa ansietà che li trascina,
l'inconsapevole tristezza che ciascuno sia
un palpitare di scaglie dentro l'acque
governate dall'argine del fiume.
E dal fiume
sale il mormorio perenne delle acque,
s'insinua sotto la fessura in basso della lastra
e il manichino sente il malinconico profumo
della vita che si spande inutilmente.
©
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L'autore
Marcello Comitini
Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’
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