Ipocentri

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (12)
una profonda poesia che fa riflettere, sempre intenso il poetare di questo autore, complimenti
una società fatta di fantocci che non si rendono conto di essere strumenti passivi... la verità è troppo dura da accettare... rilfessione che offre molti spunti su cui riflettere...
un viaggio di sola andata verso il capolinea? forse coscienti di affrontarlo ci si siede come marionette o il bus arriva ad una fine inaspettata diversa dalla solita quotidianità? comunque siano differenti le interpretazioni lo svolgimento e la fine è sempre uguale nel destino conclamato o in quello fatale. per quel che riguarda il grande stile poetico dell'autore un complimento sentito .
Apprezzatissima lirica sull'ineluttabilità della vita e sulla pochezza umana. Grande!
Interessante metafora, il torpedone- flusso che ci trasporta, e quanta passività ci rende impersonali marionette. Viaggio poco vissuto in consapevolezza, in tal modo, la vita... ma si legge anche l'inesorabilità di alcuni fenomeni che ci portano nel loro accadere, volenti o nolenti. Poesia d'impatto, coinvolgente tema.
Impressioni tradotte in metafore che danno spazio ad alcune interpretazioni. Per un verso mi fa pensare all'evento tragico del terremoto. Per il significato proprio del titolo. Per altro verso mi fa pensare all'attuale andamento politico sociale. In un modo o nell'altro, a mio avviso, fa riferimento ad un sociale. Il rischio, l'incertezza, di un costruire in senso lato, su basi di per sé considerate punti di rottura, o comunque non condivisi da tutti. L'illusione di poter decidere o scegliere, procedendo però, su un percorso tracciato da altri (l'autobus). Viaggio, senza via d'uscita. e qui mi fa pensare all'evento di Brindisi. Non me ne voglia l'Autore di questa mia strana interpretazione.
a volte nel percorso di vita, ci si deve affidare a qualcuno senza sapere, quello che accadrà; versi che trasmettono infinita tristezza ma anche rabbia; la vita in fondo è anche fatalismo, amara spesso
Già, il libero arbitrio. Sono indicative quelle "marionette dissennate che belano", spesso siamo così e non è uno spettacolo divertente... D'altronde siamo infinitesimali di fronte alla vita e al destino che spesso ci tende insidie (vedi terremoti et similia) e non possiamo farci nulla. Si respira realismo e rabbia.
un viaggio ... che percorre un tragitto inconsueto... che non sempre si conosce... trasporto di marionette... tirate dai fili di chi sa dove andranno... marionette che come greggi belano... che non conoscono il libero arbitrio... mete ignote... schiavi con catene ...che ancora esistono... metafore forti e stupende...
Io nacqui libero ed ora libero è solo il mio pensiero, i miei scritti e le mie emozioni... libero di sentirmi prigioniero di troppa falsità, libero di guardare i miei sogni volare via... Come sempre mi sorprendi e mi emozioni coi tuoi versi che volano "liberi nel mio cuore".
Un viaggio, un percorso inevitabile, forse una consapevolezza alla quale non si può sfuggire. Disarmante e bellissima, complimenti.
Giusto un attimo prima... gregge belante che sale su quel torpedone, già tutto stablito, perorso e tempo di percorrenza e non si scende prima, non si scende durante, che si potrebbero aprire strade inattese, ma siamo gregge belante e nulla facciamo se non guardare con rassegnazione quel fuori e quel qualcuno, che esiste, eccome, che percorre altre strade...









