Vertigine
Alessandro Spirito
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Un soffio di cielo
si fa musica
al frusciar delle foglie
ed è mattino
nella brezza leggera
che avvolge il profondo
silenzio dell'anima.
Il pensiero vola
per un attimo
oltre le nostre vite
immobili
che sono solo rumore
di fondo.
Siamo l'uno
nell'altro
nell'assenza
di entrambi.
E' una vertigine
che riporta
in un impervio sentiero
lastricato da memorie
senza tempo
verso un futuro remoto
senza confini.
Vedo l'origine delle cose
delle memorie immobili
di un mondo di verità
ancora da inventare
per seppellirci l'anima.
E vedo il volto di un contadino
che trasporta i suoi frutti
sulla terra bruciata
dall'uomo vile
del suo futuro
assente.
Vedo una vite succosa
ed il suo vino
inebriante sospiro
leggerezza.
E vedo tele bianche
uomini svestiti
di maschere e vestiti.
Vedo montagne
ancora da scalare
sotto le quali
ancora fiabe si raccontano
ed occhi stupiti
fermi ad ascoltarne
la magia che ci ha tolto
il tempo che non ci ferma
ma ci consuma.
E vedo cieli stellati
dipingere notti di luce
e di strade
percorse a naso in su.
Le mie braccia si levano alte
in muta preghiera
e dentro gli occhi
ho il tempo
di una vita nuova.
Le ali ferme
cicatrizzate
sui nostri dorsi
si spiegheranno
su quel contadino chino
che lavora la terra
con cura di giardino.
©
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L'autore
Alessandro Spirito
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli4 giugno 2012
versi scorrevoli e ben scritti... musicalità ed intensità che rendono gradevolissima la lettura

