Rondini

Garriscono
frizzanti d'aria nuova
come dopo un temporale
festa d'aromi
rugiada
risveglio d'un mattino
nel volo che attraversa il cielo
non hanno ali
ma spaziano leggere
vanno e ritornano
portandomi un sapore buono
intenso
profumato
come il pane ancora caldo
sono parole
è voce
canto
il trillo che ridesta l'anima sopita
un boccio appena nato
un cenno della vita
il cammino che riprende
nel girotondo attorno a un lago
un alito sul viso
un fiore in dono
rubato ai tralci di rose innamorate al sole
una carezza tra le mani
un sogno
un bacio che si schiude
fugando il gelo cupo d'ogni inverno
nidifica
nel petto
un altro viaggio
tracce insperate d'un percorso di stagioni
credute perse
ingannata dalla nebbia
rondini
queste emozioni
che dopo tanto tempo e tanta strada
spose di maggio
ilari
giungono al tetto
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Duilio Martino24 maggio 2012
Bellissima metafora, le parole come le rordini che tornano a nidificare ed a garrire che porgerci una nuova primavera. Stupenda. FIOCCO!

