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Introspezione 24 maggio 2012 · lettura 1 min · 2488 letture

Altered hydrogen

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Nell'immediatezza bardante, uno squilibrio di sole mi piega le ginocchia convesso a trenta gradi sotto il peso del cuoio profumato, resto distante trenta passi da un triclinio che traballa. E sdraiato, osservo l'autostima imbastire uccelli in fuoco, ghermire vapori d'ossa stantie, racimolando molliche di questo vuoto contenitore molle. Riadatto la veduta alzando le schiene, sollevando i menti delle molteplici teste tutto assume chiarezza e si sfuoca al contempo, come in libera caduta. Sprecando le urla, inneggio a scale prive di Pioli scivolo nei bassi tombini liquefatto di limo arranco la pretesa coesione degli spasmi congiunti ad un risultato. Con braccia tese e terrorizzate, fermo, bloccato saldo da radici disubbidienti - in posa innaturale - lo cerco ma resto preda di una visione poliedrica mistica, come una piccola mosca inadatta al volo
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (18)

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C

uno scenario molto sofferto in questa poesia che sa di rassegnazione, sempre impeccabile l'originalità e lo stile dell'autore, complimenti

Patrizia Ensoli24 maggio 2012

Bloccato a radici disubbidienti ... urlando il non volersi adattare e uniformare... " Lo cerco " ... mi piace, un voler a tutti i costi andare dalla parte opposta (forse) grande forza nei versi! P i a c i u t a

carla composto24 maggio 2012

stile... originalità...versi che portano una firma... molto apprezzata

Giuseppe Boccanfuso24 maggio 2012

Ascoltata e riascoltata... una visione di tristezza mista a rabbia, una poesia che entra in circolo ed esplode nella sua pienezza, oramai sei una lettura essenziale entri come ossigeno nei polmoni.

Clara Gismondi24 maggio 2012

Per certi versi ci ritroviamo in questo stesso paesaggio che ci trova sempre o troppo in basso o troppo in alto ma senza vedere mai cosa ci sta oltre l'orizzonte... Non è facile danzare con il vento... spesso è più semplice venirne sopraffatti! Bellissima poesia!

P
Paolo Morganti24 maggio 2012

numero perfetto il 3 nel triclinio che traballa forse perché ci si trova in uno stato d'animo vinti da stress e fatica, nonché pieni di consapevolezza del naturale quanto duro svolgersi della vita e della sua continua distanza dal vivere.

r
rstorace24 maggio 2012

la natura di ognuno di noi non è modificabile e se tendiamo a non uniformarci a comportamenti generali, se rimaniamo fedeli a noi stessi, ci saranno di sicuro delle ripercussioni in termini patici e svilupperemo un senso di inadeguatezza rispetto a ciò che ci circonda... giusto il tempo di capire che è ciò che ci circonda che è inadeguato a noi... bella

DonnaFPgreeneyed24 maggio 2012

L'eterna ricerca di se stessi, sviscerando l'intimo e l'esterno. Osservando da varie angolature ciò che ci coinvolge. A volte contraddicendoci, altre congratulandoci, per lo stesso motivo. Un continuo altalenarci tra l'infimo e il sublime, il possibile e l'impossibile. Lirica interessante.

Maura M Fusco25 maggio 2012

Trovo stupefacente questo modo di esprimersi dell'autore. Grande capacità di dare immagini alle emozioni ed ai pensieri. Mai banale e scontato. Stupenda capacità espressiva!

Annamaria Barone25 maggio 2012

fatica, di vivere, di adattarsi di comprendere di comportarsi... fatica ed inutilità che quando si cerca di spiccare il volo ed elevarsi ci si ritrova con le "zampe" legate da mille tentacoli, perché nel frattempo, mentre decidevamo, mentre ci pensavamo, mentre... eravamo diventati altro. Altro. Solo uno specchio potrebbe rivelarcene l'immagine, ma forse è meglio di no

S
Sadness25 maggio 2012

... la chiusa sintetizza il concetto dell'intera lirica; rabbia dolorosa volta ad un'amara rassegnata pazienza ... quando la divergenza schiaccia, un'ottima lettura ricca di belle immagini e grinta, piaciuta tanto

f
filiberto25 maggio 2012

Indubbiamente quella che all'inizio si sentiva mosca il risultato lo ha raggiunto: il risultato di una poetica forte, affascinante, che trova nel proprio IO elementi di confronto. Traguardo e ulteriore spinta a vertici sempre più elevati. Grande.

Angela Fragiacomo25 maggio 2012

poliedrica la vista, quando si tende all'altezza, ancorato a radici disubbidienti... inevitabilmente si fotografa l'immenso, sentendoci l'attimo subito dopo, inadatti, inetti ed inadempienti... combattuti tra il "su" ed il "giù" del nostro essere terreni, con un'ampia visuale... e come un'allucinazione, questa lirica dà il colpo di flash, al nostro vissuto... semplicemente geniale

Fiammetta Campione25 maggio 2012

Per l'incalzare di versi che tolgono il respiro mi fa pensare ad un tunnel, un incubo dal quale il protagonista cerca di uscire fuori con tutte le forze a sua disposizione, arrancando ed alzando "le molteplici teste" al fine di ottenere un risultato, cercato, agognato, fortemente voluto. Un allucinante viaggio dentro di sè.

Rita Stanzione25 maggio 2012

Originale, scava negli angoli reconditi del sè. Quel che ne sortisce è una consapeolezza dei limiti, ma la sfida continuerà

Duilio Martino26 maggio 2012

Una lirica molto sofferta e curata nella scelta delle parole. Scenario apocalittico al quale si assiste impotenti e non decolla l'autostima facendoci apparire inadatti al volo. SPlendore in uno stile molto bello che distingue questo Autore.

Giovanni De Gattis26 maggio 2012

Scavare all'interno di sè rompere i vincoli e pensare in modo diverso dal solito. Dare un immagine alle emozioni e urlare la propria visione di vita... bloccato saldo da radici disobbidienti.

Laura Maira28 maggio 2012

Originale e geniale, uno stile inimitabile. Bellissima, complimenti