Due cuori
Cappuccio Anna Maria
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Raminga vado per strade immaginarie
stringendo tra le mani il filo del mio aquilone
Crudi pensieri torturano l'anima
come la trivella tortura la terra.
Dove t’ho perduto non lo so…
Era di Maggio e cascate di rose adornavano
i giardini... Prima d'allora come bambini
ci tiravamo secchi d’acqua incuranti
degli sguardi sbalorditi della gente…
Il tempo è scivolato via come un mantello
rubato via dal vento e solitaria errando
vago in cerca del perduto amore.
Sillabe e parole bussano al mente
mentre l'insaziabile cuore sussurra frasi
sconosciute che trasudano amore…
Mentre aspetto all'angolo d'un vicolo
scrivo di noi sui muri e sulle pietre...
Poi con lama affilata incido due cuori
sul’albero più antico.
Lentamente apro la mia mano
vola in alto l'aquilone verso te
verso l'infinito.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Cappuccio Anna Maria
Sono nata, in un paesino di montagna "Perdifumo" che si affaccia sulla costiera Cilentana in provincia di Salerno. Provengo da una famiglia di umili contadini. Qui ho vissuto i primi anni dell'infanzia poi dal 1956 alla metà del 1960 mi sono trasferita da alcuni parenti a Mestre dove ho iniziato la scuola dell'obbl
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