Santo Respiro
Nicolò Tevere
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Un pensiero m'assale,
mi edifica al tormento,
di gioia mi riempie,
fino a suscitar rimpianto.
In un dì d'eterno
attendevi mia risposta,
tu, paziente e comprensivo
m'inondasti di letizia.
Alito eterno d'acerba rugiada,
malgrado granitica cervìce,
tu m'aspettavi,
là, dove la Locanda,
di Tuo nome si fregiava...
Da sempre tu sapevi mia risposta,
mie ginocchia già vedevi vacillare,
su immenso trono,
a scrutar le mie pigrizie.
Tu, Vita,
nelle membra di tua dimora mi parlavi,
ed io sordo ai tuoi carismi,
non sentivo.
Ma quì, ora,
tuo discepolo mi elevo,
a goder di respiri celestiali...
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L'autore
Nicolò Tevere
Commenti (1)
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nello vittorio maruca26 maggio 2012
Se ciascuno fosse visitato dallo Spirito Santo non si conoscerebbero più né guerre né repressioni; regrerebbe la pace nei cuori e, finalmente, l'umano godrebbe la serenità da sempre agognata. Lirica carica di significato.
