Il mio tempo
Michele Tropiano
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"Come è possibile?"
Chiedo al saggio ma
quel non mi risponde.
I venti i tuoni i lampi
trascorrono veloci sugli orli increspati
del mio calendario sul mio comodino
nella mia stanza in cima al mio palazzo
di vetro fragile eppur infrangibile
al tempo che passa e non passa
la mano di questa partita infinita
che giochiamo tutta d'un fiato
sull'orlo del precipizio...
Eppure,
mentre vomito le mie parole,
lente, affaticate, muovono, in tondo,
quelle lancette, come segnalibri
inaffidabili, che cambiano pagina
ogni volta che...
ogni volta che finisco il mio rigo.
Il mio tempo è relativo,
non come può esserlo un pronome
(né come può esserlo il giudizio
d'un critico severo su questa mia poesia)
il mio tempo è assolutamente relativo.
"Che ora è?" Domandò 'l saggio.
Risposi: "È ora di finirla. Qui e ora".
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Michele Tropiano
Commenti (1)
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Francesco Scolaro1 giugno 2012
Il tempo scorre... corsaro e forse ha ragione il saggio, alla fine, nel dire che è meglio piantarla di rimuginare su questa nostra esistenza tanto lo sappianmo che approderemo a nulla. Di grande spessore, complimenti.

