La tua sola mai detta
Marcello Comitini
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Sono la foglia rimasta al ramo
mentre muto piove
il silenzio del cielo
e nelle strade brillano i fanali
a specchio dell’asfalto.
Così sto e aspetto.
Aspetto un fiato di te
quella parola nuova
la tua sola mai detta.
E scrivo lentamente,
battendo con le dita sopra i tasti,
la ressa delle rondini sui tetti
dove tornano a gomito nel volo
al nido abbandonato.
Tu sei rondine e nido
nella pagina bianca dello schermo acceso,
sei la nota dell’organo che suona
al più esile sole alle finestre
poste a immagine del mio desiderarti.
Aspetto, come in sogno aspetto che sia vero
ogni tuo gesto, ogni tua carezza,
ogni equivoco bacio dove perdi
i tuoi occhi fermi, innocenti.
E scrivo lentamente la parola
taciuta nell’istante
ultimo della tua memoria.
Scrivo che non ti aspetto,
su questi tasti aspri che batto
con la malinconia rabbiosa d’un errore.
Su questa pagina aspetto
dentro il mio pensiero,
l’immagine di una donna che a tastiera
suona una musica sublime.
Qui ti aspetto e scrivo.
©
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L'autore
Marcello Comitini
Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’
Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi22 luglio 2012
scrive mentre aspetta chi non potrebbe arrivare, parole mai dette, rimaste dentro il cuore, scritte su un computer e fissando quelle parole pensa agli attimi intensi trascorsi con lei e a ciò che vorrebbe dirle, scrivendo si riesce a sopportare di più l'attesa... Poesia molto bella che conserverò nel cuore.

