Non è vero

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
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un esperienza di ricordo come una ventura di stagioni che condividono l'assenza in tutte le mutazioni e delle visioni che si traduce in versi, quel lanciare i sassi come se quel loro fruscio sulla superficie che toccano bastasse a cancellare sentimenti ed emozioni, paure ed ansie, rivolte dell'anima o di esso attese in uno slancio di rutilante sofferenza.
…l filo sulle piaghe... e non è poco se appena lui scompare ritorna acuto il male. Il tempo fugge…e porta dove? E qui rimane il gusto amaro del dolore, ma tu ci fai il palato, e quel sapore, dapprima insopprimibile e indigesto, sarà come agrodolce con il sale. Vedi? Ora che parli e che traduci in canto il senso che insegnarono i trascorsi, sai come è preziosa e quanto vale la regola del tempo galantuomo. “Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris...” Non val la pena, credi, che tu non ceda al lenimento i giorni che danno cruccio ancora. Lascia che la notte passi e passi l’ora dell’amarezza viva. Domani sarà un’alba più serena, e con l’aurora diventerà lontana ogni residua fiamma che spense il volo di un’amabile falena.


