Pilota di nuvole
Ivan Puglisi
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Folate di seta
private di meta
sfumano gli orli
errando nel moto
come a cercarsi l’un l’altra nel vuoto
che gli sta sopra
che gli sta dentro
Ma la mia nuvola è ferma
m'aspetta
colma di sfida
dal vento reietta
Ma la mia nuvola è salda scaletta
con i gradini nel mio DNA
Io e la mia nuvola andremo lontano
non seguiremo le greggi di nubi
Decollerò
dalle folle dormienti
con gli occhi ardenti
e col tuono tra i denti
Ci fermeremo
a godere dei luoghi
a respirare ogni aria di festa
Ci nutriranno vapori odorosi
gocce d’oceano
fumi di legna
fino a che lei prenderà la sua forma
affinché io riconosca la rotta
Spazzerò tutto
aggrappato allo scopo
d’ogni tempesta sarò messaggero
lascerò dietro germogli innaffiati
perché davanti avrò solo un deserto
che puzza d’incerto
Ridete pure
voi facce di pietra
voi che lasciate le frecce in faretra
Come aquiloni dai vostri cortili
muovete invano di nuvole i fili
Arrivederci mio grigio destino
che a toni grigi dipingi il cammino
Dove le coltri si fanno più scure
supererò turbolenze e paure
Anche se mi farai piovere in pianto
pur se arrivassi a bramare lo schianto
qualche pilota mi volerà accanto
per ricondurmi più alto di quota
Prova a fermarmi venuta la sera
dove ho lasciato zavorre si morte
provaci ora che nasco più forte
e le mie ali non sono di cera
Non sarò nero!
Non sarò nero!
Puoi sabotare chi viaggia leggero!?
Li puoi vedere
se alzi lo sguardo
Umili
come gli aerei di carta
Planano in stormo oppure da soli
Non li corrode l'attrito col tempo
e si rincorrono
e si ricercano
come scolari tra i banchi di nebbia
inafferrabili
in quella nebbia che par meno densa
quando la solca il pilota di sogni
sul drago bianco
sospinto dall'io
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Ivan Puglisi
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