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Riflessioni 3 giugno 2012 · lettura 1 min · 1743 letture

Fra l'infinito e il quark

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Notte fonda in città: le uniche luci, lampi smorti morenti sui marciapiedi, fuggono dalle case sparse dai vetri opachi: intra- vetro intravedo qualcosa… ma poi intra- vendo per pochi spicci i mie’ occhi stanchi al primo che passa. “Ecco, tieni i miei occhi, passeggero della notte sciolta, io degusterò i miei sguardi muti in un posto indefinito della mia mente fra l’infinito e il quark”. Osservare non mi interessa più.
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Il quark è la più piccola unità di materia, una particella elementare che in natura si trova fra protoni e neutroni all'interno dell'atomo.

L'autore
Michele Tropiano
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Commenti (1)

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Nessuna rima, poche allitterazioni, scarse figure di suono, e scarse anche figure d'altro tipo: "intra- vetro, intra- vedo, intra- vendo"...ma intra- prendi un'altra via, per cortesia! Un sistema, questo che hai adoperato, molto elementare, quasi puerile. Una poesia dai contenuti, forse, intelligenti, ma dallo stile sciocco e poco piacevole. Alla lettura, il testo si mostra frastagliato ritmicamente, non ha una sua andatura: la poesia, per avvicinarsi alla perfezione, dev'esser melodica, "orecchiabile"...Ritenta.