Dannata morente

I gigli,
si quelli ch’eran bianchi
come il pargoletto morente
quel ch’hai lasciato vacillare
sui loculi del cuor tuo.
Venereo pallido si scioglieva nel tuo volto,
pareva la luna specchiata
nel lago dove l’anima tua s’è coperta.
Non t’amasti mai in vita tua,
dolente tortuosità
t’han gettato in fasce.
Dannato ricordo di una dannata morente
hai ancor tra pensieri impietositi,
lenta hai spalato la terra,
veloce ti sei liberata
del corpo che tuo è stato.
Altro non ho da dir
solo addio al dolce odor di fine
che sta avvolgendo ora….
il copro tuo.
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Commenti (1)
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Riccardo Vertemati29 giugno 2012
Interessante e crudo componimento, non è mai facile affrontare il tema: Morte. PS. forse c'è un refuso nella penultima parola.
