Targa a ricordo

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (14)
vi leggo tanta sfiducia a credere al domani, quando l'oggi si vive con un dolore profondo, intensa, molto coinvolgente
geniale ed unico... liriche che fanno pensare... su una targa a ricordo... una preghiera che muore nei silenzi... scavare nell'anima... forte introspezione... sempre apprezzato quest'autore...
mi sono immerso nell'atmosfera e ne traggo un insegnamento profondo, il poeta riesce a trasmettere lo stato d'animo di questo preciso momento qnche quando si sta da soli entro se stessi strisciando sui muri in alienanti pensieri si è certi di essere vivi anche se abbracciati dalla tristezza e domani il sole spunta ancora. EVVVVAIIII BIG POETRY. F+ S
Il dolore... "poiché, il richiamo del dolore ormai così greve, lenisce riportando a sè ogni possibile ricollocamento delle placche temporali estinte" sembra essere l'emblema di quella placca alla memoria, una preghiera incisa che non dona leggerezza poiché affonderà, nel mare del silenzio, senza lasciare alcuna ombra di sé, senza nessuna possibilità che resti, indelebile, quel ricordo, tutto è effimero anche la nostra orma su questa terra...
Un moto ondoso perpetuo s'infrange contro l'anima, logorandola, con incessanti domande e criptiche risposte. Sensazioni percepite, creano motivo di riflessioni. Mi par di leggere un'insoddisfazione particolare con desiderio di dimenticare o quantomeno, trascurare ciò che provoca dolore. Archiviare ciò che è letale.
mi arriva una profonda riflessione, un rivoltare se stessi da dove cascano delusione, stanchezza fisica e un problema reale gigante, che distoglie da tutto quanto il bello intorno infine solitudine e silenzio; una bella stesura
Secondo me, la targa a ricordo siamo noi, ciò che abbiamo conquistato nel dolore... nella solitudine che, comunque sia ci accompagna da sempre... Così l'ho letta e apprezzata
un insieme di sensazioni, la più forte è il dolore, ma anche la sfiducia ha una parte dominante, versi che si susseguono complessi ma coinvolgenti, complimenti, segnalo e conservo
un dolore che non lenisce, che occupa anzi, ogni spazio respirabile, una sofferenza indelebile, da cui impossibile fuggire, alimentata dallo sfrigolare di ricordi che s'immergono urlanti, nel lago dei pensieri... senza via d'uscita, un marchio come lapide, il dolore forgia... direi quasi claustrofobica, ma indubbiamente viva e di forte impatto!
intensa e coinvolgente... ci leggo anche io tanto dolore
Piuttosto criptica, sembra una resa, un rassegnarsi al dolore, che purtroppo ci accompagna tutti nella vita, ma qui c'è di più c'è uno scavare senza tregua.
Il dolore che si provava, si continua a sentire anche nel ricordo, sempre lì, sempre vivo: ...ormai cronico. Metterci un marchio, tatuarlo sulla pelle viva, per ben tenerlo presente alla memoria è masochismo. La targa commemorativa di qualcosa che non si sarebbe mai voluto vivere... è farsi male ad oltranza, perché non si è ancora stati male abbastanza...
sensazioni indelebili, dolore che sembra in dissolvenza, ma che ritorna sempre... atmosfera di ineluttabile chiusura, corridoi senza uscita...
Aspide ha suggerito il mio commento... io interpreto la poesia, la leggo e la faccio mia, l'emozione oppure il dolore, dipendono dai versi che si fanno leggere e comprendere, questa, secondo il mio modesto parere, è la grandezza della poesia. Io ci leggo il cammino della vita costellato dalle difficoltà e rallentato dalle difficoltà.










