L'infinita tristezza
Allora incrocerò
le mie dita diventate ossute,
con cent’anni di pensieri
sulle spalle
e in bocca il sapore
delle stagioni perdute.
E mi mancheranno
i cieli blu della mia infanzia,
pieni zeppi di aerei immaginati
e di promesse mai mantenute,
e mi mancherà la fantasia
dei miei libri di bambino
e la tranquillità
che finì di colpo
un giorno di tanti anni fa
senza un motivo
e lasciò posto solo
alla mia infinita tristezza.
Allora la mia mente
si ciberà d’inganni,
di falsi ricordi,
ma non ci saranno più le estati,
né i soli radiosi,
né la spuma delle nuvole
ad invadere i miei cieli
senza più rondini,
scuri come il piombo.
Diventerò vecchio
e sarà solo domani,
con ancora tante cose da fare
e tanti sogni ancora dentro.
©
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