Bingo
Per un anello
ho venduto
imiei occhi.
Ho percorso
il sentiero
ma non c'era
la luna;
avevo venduta
anche quella.
E quel gioco
era forte,
diluiva la mente.
Dalla tasca sfuggiva
il ritratto
di mio padre.
Imbarazzante figura
il mio genitore.
Fra volute di fumo
e un'eros scomposto,
ho dormito
nell'estasi.
Non guardavo
i ragazzi
che correvano al bingo
e per essere grandi
hanno ucciso l'amico.
e l'odore del sangue
era un gioco normale.
Ho venduto
i miei occhi
e ora son cieca,
ho venduto l'anello
a briganti di sale.
In questa dimora
non mi risparmia
la furia del vento.
A stento raccolgo
ciliege rosse
per i bimbi smarriti
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (3)
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I
Il Crudo28 gennaio 2007
qui ci sono dei passaggi davvero notevoli ed originali.
Zima28 gennaio 2007
come al solito... ! (il finale è davvero notevole! )
Ferny Max Curzio28 gennaio 2007
Una parafrasi dei valori perduti e delle distorsioni e abusi, invece, fra cui si sia cresciuti innocenti testimoni o bersagli. Un simbolismo estremo ove ogni idea è metafora enigma ke affascina. Testo di grande seduzione di qlk difficoltà sul piano interpretativo, ma la scansione è perfetta molto curato il lessico..

