L'orologio
L'alba allaga di luce l'estate.
Un grido dal buio
al dolore di vivere.
Tic Tac
Piccoli passi,
un gioco di sassi sulla riva del mare,
mani a cullare sogni di fate,
notti incantate tra braccia amorose,
l'unica ombra quella di un fiore.
Tic Tac
I libri bagnati di pioggia,
dalla pioggia d'aprile,
aprire il cancello
d'un ostello sereno.
Tic Tac
Un amore fanciullo
e segreto
nel cuore che dolore non abita
disegnato con dita tremanti
sulla sabbia bagnata.
Tic Tac
Tra le mani
raccogli quel fiore
che finalmente conosci
dopo mesi d'angosce
e d'attesa impaziente.
Tic Tac
Finisce l'incanto
e resta solo una casa deserta
dove ogni riga è un ricordo,
ogni scheggia di legno
il bordo d'un giorno.
Tic Tac
Con l'autunno
ogni stelo appassisce,
le foglie straziate dal vento
giacciono morte
sul pavimento bagnato di pioggia.
Tic Tac
Ora tutto è rincorsa,
una frenetica corsa dietro un filo
che credevi saldo
e cucito da un fato amoroso.
Poi un giorno
guardi un riflesso
e non trovi più il senso
perché perso è quel tempo
tra le dita colato.
E conti le ore
come diamanti
e si fanno ognora più piccole.
Poi l'incendio,
il tramonto
e il sole che muore
trafitto dal mare.
Tic Tac.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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