Il mio tempo
Trovai per caso
un vecchio orologio
ancora funzionante.
Ascoltai la sua futile vita di metallo
e, sezionandolo,
lacerai la sua ossessiva impassibilità.
Il suo cuore di latta,
che da tempo pulsava,
dava modo alle lancette persecutrici
di roteare sul quadrante bianco,
dai contorni scuri.
Giravano
e portavano via con sé
momenti a me cari
ormai lontani.
Mi disperavo:
restavo sempre solo
col mio solitario passato
Il presente si volatilizzava
nel cielo di sogni smarriti.
Era sempre così.
Volli allora separare il bilanciere dal suo triste corpo,
dilaniare la cassa, fermare quelle aste,
quasi per rabbiosa vendetta.
Quando tutto si fermò,
quando il battito si arrestò,
solo allora mi resi conto che vivevo.
Pensai subito al presente,
a quel momento vicino.
E li, davanti alla carcassa aperta,
capii che il tempo non era e non è
tra gli ingranaggi e le rotelle,
ma in me, nella mia coscienza:
io sono il mio tempo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Pippo Di Vita
Vivo a Foligno dall'agosto del 2011, il resto della mia vita l'ho vissuta a Palermo, dove sono nato 59 anni fa e dove ho insegnato religione nella secondaria superiore. Ho tre figlie che adoro. Oltre ad insegnare, ho lavorato con le istituzioni europee come conferenziere ed ho frequentato, per più di venti anni, le
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!