Angelo di luce
Marcello Comitini
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È buio. Una falena bianca
palpita silenziosa tra le dita,
freme, si posa sulle palpebre
chiude con le sue ali le mie labbra.
Non posso più guardarmi corpo e mani
sporchi di una paura che mi uccide i sogni
la bocca che rifiuta le parole
di questo turbamento insonne e oscuro
di questa luce fredda dentro il cuore.
Anche tu, mamma credevi a questa luce
e mi hai lasciato libero nel sole
come farfalla che apre le sue ali.
Ora mi chiedi quale oscuro male
ha invaso le mie notti, rende solitario
il pianto che improvviso mi soffoca la gola
e cresce l’ira contro i tuoi sorrisi.
Anche lui sorride, anche il mio male
ha materni gesti che m’ingannano
piegato e impaurito al suo piacere.
Lui parla con dolcezza
spalanca le sue braccia, chiede al Cristo
perdono per le nostre colpe ingenue,
appare come un angelo di luce
ma con le dita stringe forte i polsi
mi spinge dalle spalle afferra la mia nuca
e brillano i suoi occhi di una luce fredda.
Ma non ha gli occhi tuoi non ha il tuo sguardo
piuma di tenerezza che mi dice amore
soffio delle tue labbra come un fiore
su cui posare stanco ogni paura.
E lentamente infondi coraggio alla mia voce.
E lentamente parlo, chiedo al tuo cuore
di restarmi accanto nel mio triste buio
di accendere le luci sopra le mie notti.
©
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L'autore
Marcello Comitini
Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’
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