Prigioniero d'un corpo che non fa rumore
Nicolina Macari
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Tra dita disabili avvolgo un rosario
profuma di preghiera
mi elevo al cielo e chiedo miracolo
per te nato prigioniero
d'un corpo che non fa rumore
per te che guardi inabile
indifferente vie sconosciute
e chiamano follia la tua libertà
apparentemente distratta
ma quante volte invocata dentro
ed io ti vedo
come un angelo in attesa d'ali
per imparare a volare
tra braccia di una vita priva di dolore
senza perdersi nel buio
nella realtà che abbandoni il feroce silenzio
e sia sacro il fiato per rifiorirti
così mi aggrappo al mistero della Redenzione
affinché diventi supplica e ti liberi
dalle tue imponenti maglie di ferro
©
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Commenti (2)
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Desireé Nigito10 giugno 2012
Versi che donano speranza e fiducia in Dio... meravigliosa!!complimenti!!
Bruno Leopardi10 giugno 2012
Scrivere una poesia così bella su un argomento tanto difficile non è da tutti. E' estremamente complicato (almeno per me) esprimersi così efficacemente ma anche tanto dolcemente. Ed è valore aggiunto ogni parola ed ogni verso intrecciato dall'Autrice. Tutta fatta mia. Un Amore di poesia. Davvero bellissima.


