Non ho sentito nulla
Marcello Comitini
33 poesie pubblicate
+ Segui
Non ho sentito nulla. Avevo quattro anni.
Solo sentivo il fiato dolce delle capre
piovermi lieve e caldo sulle spalle nude.
Mio padre invece aveva più di ventun’anni.
Scomparso tra le canne e la palude
quando i soldati giravano coi cani
e splendeva la luna grande in mezzo al cielo.
Non ho sentito nulla, solo l’ansimare
di belve disumane che cacciavano la preda.
Mia madre allora aveva diciott’anni.
È stata uccisa dai soldati al fiume
mentre sciacquava i panni sulla sponda.
Il sangue le scorreva dalla schiena,
da lì fuggiva inconsapevole la vita.
Non ho sentito nulla. Avevo cinque anni.
Belavano le capre, muso dentro il fiume,
ridevano i soldati guardando i corpi nudi.
Ahmèd era mio zio. Aveva sette anni.
Era fuggito a Hula in cerca di lavoro.
Trovò di che sfamarsi sparando sui soldati:
una pagnotta e vino ogni soldato ucciso.
Un carro armato cieco e carico di odio
sparava alla città sui topi nelle tane.
C’erano ragazzini, c’era mio zio Ahmèd.
Ora ci sono io. Ho quasi quindici anni.
Il cuore come pietra, l’anima un cencio sporco.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcello Comitini
Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
