L'ordine dei cavalli
E Dio costruì una giostra di cavalli
di tutti i colori, chiamandola Umanità.
Qualcuno poi scoprì i numeri ordinali
ed il primo lo ancorò al cavallo più bianco,
il secondo al secondo e così via ruotando
fino all'ultimo, azzoppandolo per noia.
Fu così che si spense nel vento il sorriso
del semplice girare d'ogni cavaliere
e l'ultimo, infelice, del posto dinanzi
prese a scalpitare per prenderne la schiena.
Grida di rancore pretesero il biglietto
non per gioirne lieti ma per non cadere.
Il Giostraio insieme al filo ne prese atto,
staccando la spina dicendosi sconfitto.
L'inerzia è legge data e inganna certezze
di un giro infinito, di un vinto e vincitore.
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Commenti (3)
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F
Francesca Coppola29 gennaio 2007
una buona costruzione che nel 2 verso della 4 strofa si inceppa: ” non per gioirne lieti ma per non cadere.”non è molto scorrevole, per maggior chiarezza si rischia di perdere la fluidità... cmq non c'è che dire, i miei!
R
Raffaella Picotti29 gennaio 2007
amo il distico d'apertura preludio d'una poesia vera ricca e scritta con grande capacita' d'inventiva e conoscenza anche questa mi entusiasma bravooooo oli raffa
L Falchero30 gennaio 2007
un'impostazione originale e fantasiosa per considerazioni profonde e senza tempo... in questa inerzia dove non ci sono vinti e vincitori... siamo tutti sconfitti in una gara inutile e senza senso.
