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Riflessioni 11 giugno 2012 · lettura 2 min · 2091 letture

Non è tempo

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Non è mia la colpa se nel sonno di un Dio si svegliano i sogni di un demone. Non è tempo infra le nubi di volare non è tempo tra le onde veleggiare ma tempo è della terra calpestare. Fin dove la fine del mondo l'inizio del nuovo sposa nel sospiro di un Dio che alla tua anima bussa con suono che è sinfonia, ma non ascolti. Più non v'è un cielo sui tuoi occhi che a volar oltre i confini non osano della tua follia ov'è la realtà Guardi la risacca scura lasciar legni e resti di veliero sui lidi tuoi e nulla a veleggiare all'orizzonte oltre il quale non osi, non osi, non osi. Più non sai camminar su questa terra che offendi fino a calpestar te stesso in aride zolle di spente anime. Riponi i tuoi occhi in un cuore antico e oscuro e attendi ché a cambiar non sei capace. E non è colpa mia se nel sonno di un demone s'innalzano i sogni di un Dio. La mia colpa è una sola: quella di sognare come un Dio. Forse.
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Commenti (3)

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Elena Poldan23 giugno 2012

Una riflessione molto profonda, ampia, ariosa... come se, all'improvviso, tutto apparisse troppo circoscritto per i propri sogni, che nn si ha il coraggio di realizzare, forse perché potrebbero sovvertire un ordine, di cui è ardito osare, provare a privarsene... e l'ultimo verso della quarta strofa sottolinea fortemente questà difficoltà, quasi prendendosela con la propria codardia... il senso della prima strofa riaffora nelle ultime due. Nel complesso, una lettura piacevole, seppur gravosa, indi interessante, piena di spunti e stilata in modo convincente. Ottima.

Massimiliano Moresco17 luglio 2014

Come ben evidenziava Leopardi nei "dialoghi della natura e di un islandese" il Dio sembrerebbe avere come scopo quello di preservare il creato e, morte e creazione, sono i principi necessari a mantenere in "forma" questo processo. Poesia che ho apprezzato particolarmente perché apprezzo sempre coloro i quali inseriscono all'interno del sentimento poetico anche una "filosofia". Molto apprezzata.

Daniela Dessì18 luglio 2014

Una filosofia di vita ben condensata in questi versi stupendi che sottolineano immancabilmente la piccolezza umana di fronte alla grandezza divina, al mondo che si rigenera in un processo infinito di vita- morte, noi uomini crediamo di essere al centro di tutto, pervasi dal delirio di onnipotenza, cerchiamo di ambire all'impossibile mentre altro non facciamo che calpestare la terra labile su cui poggiamo i nostri piedi e si regge la nostra fragile esistenza.