Bianco

Fa male
la sferza ruvida che fustiga l'assenza
ogni momento
torno a cercare la tua mano
mimare il gesto
di cancellare ogni dolore
fingendo un ponte che attraversi
il fiume amaro
bianco
il muro di mattoni e calce viva
la cecità
sul tempo,
rosso
questo lenzuolo sporco di tormento
acqua alla gola
il pianto
non basta più a lenire.
Una mattina presto
reciso il peso inutile del sonno
fosti del cielo,
odore di pulito
bianco, cupo silenzio di settembre
confuso con la vita
spendevi un'alba
l'ultima
e la prima,
essenza senza fili, senza pesi,
non sapevi
non ti dissi
della notte che portavo sulle spalle
e come l'alba mi ritorni
sciogliendo nodi di un cordone mai spezzato,
ogni momento
più vicina
un altro passo
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (2)
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Duilio Martino12 giugno 2012
Una Poesia che mi ha fatto venire un nodo in gola... Profonda e sentita, mi ha fortemente emozionato e turbato, palpabile è il dolore. Veramente un sentire "forte" in versi ottimamente calibrati e ben strutturati. La trovo molto bella! Fiocco!
Francesco Rossi12 giugno 2012
Una composizione poetica sensibile e toccante che porta l'azzurro fissato dentro agli occhi anche nell'istante dello schianto.


