La mia casa
Vorrei che tu conoscessi la mia casa:
procedendo lungo l'ingresso della quiete,
e lì giacessi considerando
l'odore bianco dei petali,
così lievi da crollare
al peso di gocce di silenzi,
all'impulso di idee che tingono,
veloci a correre, dure a riprendersi.
Vorrei che tu la conoscessi la mia casa!
Dove pupattole di porcellana volteggiano
nascondendo nudi di donna
al canto delle cerve innamorate
e di un disordine pulito
che risuona,
che le scopre
così sobrie
da rievocare madri
e dispettoso
-ma solo fino alle ginocchia-
per giocare.
E candela lascia porta aperta
ai mattini gelati di sole
-fuori-
e tiene all'ombra
un punto segreto.
Dove tu solo sei restato.
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Commenti (1)
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Mariasilvia14 giugno 2012
Una lettura che mi ha appassionata. La casa dei segreti dolci- amari, dove batte il cuore e si specchia l'anima. Le strofe sono nuove ("2 e 3" immensamente profonde e densi di "inquietudine" voluta e dolce richiamo. Molto apprezzata la chiusa. Complimenti! Belle metafore.