La ballata dei poveri illusi

Sotto la camicia color malva
non scorsi il falco,
astuzia ed eleganza uniti a fascino e carisma
ghermivi l'anima
e ti dovevo il cuore
per quel sapore nuovo mai provato
quel senso di fusione
intrigo
frammisto di dolosa umiliazione
colpa, la mia
di trattenerti nelle vene
reo, il tuo ego
di non lasciarsi possedere
tra luna e sole
nel vento con le nuvole vaganti
lasciai che l'aria separasse i nostri mondi
lasciai che ti perdessi
fra i numeri dei giorni
mi feci nebbia
comprando il fumo che vendevo
eppure mi domando se mi pensi
fingo di non pensarti
mi diverto alle bugie che mi racconto
giuro di odiarti
a volte, forse, ci riesco
sorda, spesso
non m'ascolto
e muto in un funambolo del tempo
in bilico sui fili
in alto
ben oltre la coscienza
mi unisco ai folli equilibristi sognatori
che vanno avanti e indietro sui ricordi
acrobati pupazzi
a piedi scalzi sui rimpianti più dolenti
poveri illusi, noi
di riscattare piaghe
ballando altrove i sentimenti
per un istante
si è già più forti e meno pazzi
lontani dagli sguardi
in quella dimensione dove il sogno esiste ancora,
amara fuga
da ogni realtà che dà dolore
là tutto può accadere
tutto,
men che ritrovare il senno
un po' d'orgoglio
e quel rispetto di sè stessi che si è perso
ci torno quando posso
a farmi male sulla corda tesa dei dannati
e, senza dignità
ti chiamo amore.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
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