Fleur doreè
Amor ch'assale e travolge
senza tregua lasciar
per te non ho pace.
Riponi, venerea prole, il crudel
tuo stral nella faretra
e lascia un po' di respir
alla mia anima inquieta.
Morfeo furente con me s'adira
ché sol sottrarmi oso alla sua podestà
vegliando notti di sogni inani.
E il biondo Apollo saetta
ché non alla luce del sol miro
ma a quella degli occhi tuoi.
Ma s'anche i numi mi son avversi
poco mi cale
se pur mia ti lascerai chiamare.
©
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L'autore
Alessandro Accorinti
Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.
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